Una notte al Festival Floral: grandi voci femminili e tradizione contemporanea nel cuore della cultura catalana
- Planet Claire
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Festival Floral
Villassar del Mar, Catalunya, Spagna
23 maggio 2026
2026© Articolo di Clara Bruno - Tutti i diritti riservati
tempo di lettura: 5'
Nel canto iberico femminile, tra Spagna e Portogallo, si concentra una delle espressioni vocali più intense e riconoscibili dell’area mediterranea. È una voce che arriva da lontano, ha attraversato il tempo senza perdere forza, portando con sé una memoria collettiva. Nei repertori tradizionali e nelle loro reinvenzioni contemporanee, questa vocalità conserva una potenza primordiale: è insieme dolente e luminosa, intima e comunitaria, capace di trasformarsi in racconto, invocazione o rito. Non si tratta soltanto di canto, ma di una forma di trasmissione culturale che passa attraverso il corpo e la voce delle donne, custodi e al tempo stesso reinventrici di un patrimonio sonoro che continua a parlare al presente con una forza sorprendente.
Tutto questo trova una testimonianza particolarmente viva e concreta in una notte catalana al Festival Floral, dove tre diverse declinazioni di questa stessa eredità vocale hanno preso forma sul palco, tra tradizione, sperimentazione contemporanea e intensità scenica.
Al Festival Floral 2026 la serata di sabato 23 maggio è costruita come un percorso attraverso diverse forme della tradizione iberica, reinterpretata al femminile. Tre progetti diversi, uniti dall’idea di usare la musica popolare non come reperto museale, bensì come materia viva.
La Maria
Ad aprire la serata è La Maria (Maria Bertomeu i Soria), unica formazione della serata a includere un uomo sul palco, il chitarrista che accompagna la voce della cantante valenciana. La sua proposta parte dal canto tradizionale del País Valencià ma evita ogni approccio folkloristico: la voce è il centro gravitazionale del concerto, intensa e teatrale, capace di passare dalla fragilità all’invocazione esprimendo tutta la sua profondità emotiva. Le melodie popolari vengono dilatate, sospese, quasi ritualizzate, creando un’atmosfera ipnotica che cattura il pubblico con un approccio poetico introspettivo.
Tarta Relena
Tarta Relena costruisce invece un universo sonoro molto raffinato sulla relazione tra due voci. Marta Torrella e Helena Ros trasformano il repertorio mediterraneo in un laboratorio contemporaneo fatto di polifonie, elettronica e tensione narrativa. Dal vivo impressiona soprattutto la precisione dell’intreccio vocale: ogni brano sembra nascere da un equilibrio millimetrico tra le due donne che lavorano su tradizione e sperimentazione. La loro presenza scenica è in un certo modo austera, misteriosa e solenne, ma non manca una teatralità di fondo che seduce e amplifica la forza evocativa delle canzoni. Gesti e posture creano uno spazio di concentrazione che rende ancora più magnetico l'intreccio delle due voci. Le due giovani donne evocano mondi e non sentono il bisogno di dare spiegazioni o di mediare.
Il fascino di Tarta Relena nasce anche dal lavoro sulle lingue. Il loro repertorio attraversa il Mediterraneo non soltanto musicalmente ma anche linguisticamente: cantano in catalano, castigliano, greco moderno e antico, latino, ladino sefardita, oltre ad altre lingue e tradizioni vocali incontrate lungo le rotte culturali mediterranee. Le lingue non sono per le due musiciste un ornamento filologico; diventano materia sonora, ritmo e memoria. Le canzoni acquistano una profondità temporale particolare, come se provenissero da epoche lontane: continuano però a parlare al presente. È uno degli elementi che rende il loro lavoro così singolare: culture, secoli e geografie differenti convivono naturalmente nello stesso spazio sonoro e sono parte integrante della loro drammaturgia musicale.
Il duo catalano si è esibito un anno fa (maggio 2025) al Festival Jazz is Dead! di Torino, riscuotendo un notevole successo.
Crua
A chiudere la notte sono le portoghesi Crua, il progetto più fisico e comunitario della serata. Il gruppo, composto esclusivamente da donne, ha una potenza corale notevole. Le sei artiste sono: Ana Beiradomar, Bárbara Trabulo, Diana Ferreira Martins, Liliana Abreu, Rita Só e Isabel Martinez. La Crua utilizza l’adufe, (il tradizionale tamburo quadrato della antica provincia portoghese della Beira Baixa), come motore ritmico di una musica che unisce radici rurali e sensibilità urbana. Le percussioni e le voci collettive nascono da una forza ancestrale: non c’è ricerca di virtuosismo, c'è un’energia condivisa che trasforma il concerto in un rito partecipato costruito sulla forza del coro, sulla ripetizione ritmica e su un senso di appartenenza. È una proposta che punta alla forza originaria e parla di memoria e resistenza culturale attraverso il canto femminile.
--- --- --- Questa sera, tre linguaggi distinti hanno trovato una coerenza naturale all’interno di un festival che ha messo al centro le voci femminili e la loro capacità di reinventare il patrimonio musicale mediterraneo e iberico. Anche il contesto contribuisce al fascino di questa esperienza. Villassar de Mar è una piccola e antica cittadina della costa catalana, raccolta e sorprendentemente quieta, restaurata con garbo elegante e senza ostentazione. Le strade del centro storico conservano un senso di equilibrio e di tranquillità che pare sottratto al tempo. Il Festival Floral si svolge discosto dalle grandi capitali culturali, (in primis da Barcelona): siamo in provincia, ma il festival non possiede nulla di provinciale: non c'è traccia dell'atmosfera da sagra paesana che spesso accompagna gli eventi fuori porta. Al contrario, tutto appare pensato con cura, elegante e colto, dalla scelta degli spazi alla programmazione artistica. Qui la lingua naturale è il catalano, parlato ovunque , come è logico che sia in Catalunya, e il festival ne riflette con naturalezza l'identità culturale. --- --- --- Il Festival Floral è un festival di musica e cultura diretto dall’artista Judit Neddermann e dall’attivista e creatore culturale Martí Sancliment.
Floral è un festival unico, che vuole che tutte le proposte artistiche siano guidate da donne. Le discipline proposte sono musica, danza, teatro e poesia.
Il festival si svolge ogni anno nel mese di maggio a Vilassar de Dalt e Vilassar de Mar a meno di 30 km dalla metropoli di Barcelona. Il festival integra generi molto diversi come l’elettroacustica e la musica sperimentale, la musica di tradizione, l’indie, il pop e il folk, in scenari unici all’aperto, che valorizzano il ricco patrimonio artistico e culturale della zona.
Nel 2026 il Festival Floral celebra la sua quinta edizione e si è consolidato come un punto di riferimento a livello catalano, sia per la qualità della programmazione sia per i luoghi singolari in cui si svolge e per il suo impegno come primo festival con prospettiva di genere nato in Catalunya.
Per questa quinta edizione, il festival si è aperto a proposte internazionali provenienti da Francia (Virginie Despentes), Senegal (Adama Cissoko), Portogallo e Messico (Karen Lugo), oltre ad artisti di tutti i Paesi Catalani (Maiorca, Paese Valenziano e Catalunya).
Il festival Floral è un festival davvero a km. 0: promuove l’economia locale attraverso il lavoro e la cooperazione con produttori e aziende del territorio, dai vini alle chips, tutto è prodotto in zona (ed è buonissimo!).
Floral accoglie ogni anno più di 1.200 persone a Vilassar offrendo un ricco ventaglio di proposte artistiche di grande qualità, assumendo una funzione importante di veicolo di identità e comunità.
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Il Festival Floral è stato fondato ed è diretto dalla cantante e compositrice Judit Neddermann, artista fortemente radicata nella scena catalana contemporanea, e dal creatore di progetti culturali e performativi Martí Sancliment, nativo di Villassar d'Alt.
Neandertal Produccions è una realtà culturale che sviluppa festival, spettacoli e progetti sociali accessibili.






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