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Torino Jazz Festival - John Scofield & Gerald Clayton Duo

  • Writer: Planet Claire
    Planet Claire
  • May 3
  • 2 min read

2026 © articolo di Clara Bruno. Tutti i diritti riservati tempo di lettura: 2' John Scofield & Gerald Clayton Duo Teatro Colosseo, Torino - 2 maggio 2026, ore 21 John Scofield, chitarra elettrica Gerald Clayton, pianoforte John Scofield, nato nel 1951, è uno dei chitarristi più influenti del jazz moderno. Dopo gli studi al Berklee College of Music di Boston, si afferma collaborando con figure centrali della scena jazzistica e dando il via poi alla sua carriera solistica. Il suo linguaggio fonde bebop, funk, blues e rock, con un approccio armonico molto sofisticato, sempre radicato nel groove, mantenendo una forte identità sonora. Citando alcune importanti collaborazioni storiche, con George Duke e Billy Cobham definì il jazz-rock; con Miles Davis (Anni 80, periodo elettrico) la sua collaborazione più prestigiosa e famosa -cito il magistrale album Decoy (1984) firmato da Miles Davis, per il quale Scofield firmò molte delle composizioni. Al sax c'era Brandon Marsalis. E, continuando a elencare, Scofield con Joe Henderson, Herbie Hancock, Pat Metheny e molti altri grandi. Gerald Clayton, nato nel 1984, è un pianista e compositore statunitense tra i più raffinati della sua generazione. Figlio del contrabbassista John Clayton, sviluppa presto una forte personalità artistica. Il suo stile combina tradizione e modernità, con grande attenzione al suono, alla forma e all’interplay, quel dialogo spontaneo che avviene tra i musicisti durante una performance. (Dice infatti di lui Scofield: "Quando suoniamo insieme, tutto avviene in modo rilassato e intuitivo.") Alcune collaborazioni storiche: Roy Hargrove, Diana Krall, Charles Lloyd, Ambrose Akinmusire, Kendrick Scott.

Il Teatro Colosseo ha fatto da cornice a questo incontro di altissimo profilo tra due generazioni del jazz contemporaneo. Provenendo da stagioni diverse, Scofield e Clayton condividono tuttavia la medesima visione aperta del jazz, linguaggio in evoluzione. Le loro collaborazioni si inseriscono in contesti di grande valore artistico. Il concerto si è sviluppato come un dialogo serrato, mai esibizionistico, fondato su ascolto reciproco, spazio e dinamica. Scofield ha portato in scena il suo timbro inconfondibile: un suono controllato, dalle linee armonicamente sofisticate e non morbido (suona sulle corde più vicine al ponte, che sono più dure e meno flessibili). Clayton ha costruito architetture eleganti, con un tocco limpido e una sensibilità ritmica sorprendente e mai forzata. Grande libertà nella rilettura delle composizioni. E non c’era gerarchia tra i due strumenti: chitarra e pianoforte si scambiavano continuamente il ruolo di guida, creando una trama che fluiva imprevedibile.

Scofield ha cesellato frasi essenziali, mentre Clayton ha lavorato sulle armonie con profondità emotiva. Il concerto, lungi dal cercare l’effetto immediato, costruiva valore nel dettaglio.

Un encore blues ha salutato il pubblico, che ha premiato i musicisti con lunghi applausi e ha fatto emergere la loro comune radice nel groove: swing elastico, accenti funk e un senso del tempo estremamente mobile.



il magistrale chitarrista John Scofield
il magistrale chitarrista John Scofield




 
 
 

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