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The Phoenician Scheme di Wes Anderson (2025)

  • Writer: Planet Claire
    Planet Claire
  • 2 days ago
  • 11 min read

Updated: 17 hours ago

durata 1h41'

Un altro gioiello di Wes Anderson, con la sua tipica narrazione molto stilizzata e di grande eleganza visiva, nonché ironica. Il film è costruito come un collage, un pastiche. L’estetica giocosa e acuta di Wes Anderson trasforma una vicenda avventurosa con tanti momenti "tragici" in uno spettacolo satirico e infine malinconico. Io ho già visto il film due volte ed è stato quasi come vedere due film diversi, tante sono le cose in più che si colgono alla seconda visione. Sono pienamente d'accordo con Wes Anderson quando dice: "I would say, if you can see the movie twice, it’s always better. (Laughs.) I feel like my movies can be kind of dense, but I make a movie that’s, usually, not that long. I try to make a movie that’s efficient. My whole way of making movies is about clarity and about communicating quickly, and that’s what makes my movies like each other, in a way. Sometimes I feel like the best way to appreciate one of my movies is to have already seen it and to know what it’s going to be. “What is this?” Now, I know and now let me see it again. So, anyway, if you don’t like it the first time, just try to see it again." ("Direi che, se puoi vedere il film due volte, è sempre meglio. (Ride.) Sento che i miei film sono un po’ densi, ma di solito faccio film che non sono troppo lunghi. Cerco di realizzare un film che sia efficiente. Tutto il mio modo di fare cinema riguarda la chiarezza e la comunicazione rapida, ed è questo che, in un certo senso, rende i miei film simili tra loro. A volte penso che il modo migliore per apprezzare uno dei miei film sia averlo già visto e sapere che cosa sarà. “Che cos’è questo?” Adesso lo so, e adesso fammelo rivedere. Quindi, comunque, se non ti piace la prima volta, prova semplicemente a rivederlo." Traduzione mia.) Presentato nel maggio 2025 al Festival de Cannes, il film racconta la storia Anatole Zsa-zsa Korda, un imprenditore estremamente privo di scrupoli, animato dalla passione di essere l'uomo più potente del mondo, iniquità dopo inquità, interpretato da un grande Benicio Del Toro, qui -come molti protagonisti di Wes Anderson- impassibile e magnetico. Zsa-zsa Korda passa il tempo a sfuggire, con assoluta imperturbabilità, a continui spettacolari tentativi di omicidio, ((Korda chiede: "Why do you need to always keep assassinating me all the time?"), mentre, con la stessa freddezza e nonchalance, elabora  un nuovo progetto molto complesso, che è il fulcro narrativo del film, the Phœnician scheme. Il progetto coinvolgerà la sua unica figlia femmina, Suor Liesl, interpretata da una sorprendente Mia Threapleton, (figlia d’arte della splendida Kate Winslet), convocata da Zsa-zsa e scelta come unica sua erede, e così preferendola a ben dieci altri figli maschi, dopo una vita intera in cui il rapporto con la ragazza era stato negletto, inesistente. Come accade nel cinema di Anderson, fin da The Royal Tenenbaums (2001), la figura genitoriale è una presenza distante, incapace di vero coinvolgimento emotivo e affettivo.

E, come sempre nei film di Wes Anderson, i personaggi affrontano la complessità dei loro piani con una calma surreale, imperturbabili di fronte al paradosso delle loro stesse azioni.

Il film è dedicato, come si legge nei titoli di coda, allo suocero del regista texano, Fouad Malouf, imprenditore libanese, (("In memory of Fouad Mikhael Maalouf, born in Bethlehem, died in London, shaded in life by the cedars of Lebanon"), padre della compagna del regista Juman Malouf, designer, autrice e cineasta. Molti tratti del carattere del business man libanese si ritrovano nel protagonista di questo ultimo film.

Durante lo svolgimento della trama incontriamo due affaristi, “i fratelli di Sacramento”, Lelan e Reagan,  (Tom Hanks e Bryan Cranston); incontriamo l’entomologo e tutore Bjørn (un grandioso Michael Cera); e facciamo addirittura insieme agli autori della sceneggiatura Wes Anderson e Roman Coppola (figlio di Francis Ford Coppola e membro della grande dinastia cinematografica) una riflessione sulla fede, mentre compare Dio "in persona" (Bill Murray).
Ma andiamo con ordine, se possibile, per un film così caotico.

Questo film è pienissimo di avvenimenti, ha innumerevoli personaggi e dettagli importanti, quasi fosse una magnifica spy story, ma siamo nel registro della commedia.

CAST e personaggi principali
Anatole “Zsa-zsa” Korda (Benicio del Toro) – magnate industriale, protagonista
Sister Liesl / Liesl (Mia Threapleton) – figlia di Zsa-zsa e sua futura erede, suora novizia
Bjørn (Michael Cera) – entomologo norvegese, tutor di biologia, segretario di Zsa-zsa, agente segreto e flirt di Liesl
Prince Farouk (Riz Ahmed) – investitore
Leland, Reagan (Tom Hanks, Bryan Cranston) - investitori americani
Marseille Bob (Mathieu Amalric) – proprietario di nightclub
Marty  (Jeffrey Wright) – investitore
Cousin Hilda (Scarlett Johansson) – parente e promessa sposa di Anatole Korda
Uncle Nubar (Benedict Cumberbatch) - fratellastro, barbuto, terrificante, mefistofelico antagonista
Sergio  (Richard Ayoade) – leader guerrigliero rivoluzionario
Excalibur (Rupert Friend) – agente governativo USA, antagonista
Madre superiora (Hope Davis) - del convento della novizia Liesl
La madre di Liesl e prima moglie di Zsa-zsa (Charlotte Gainsbourg), appare nell’aldilà
La seconda moglie di Zsa-zsa (Antonia Desplat), appare nell'Aldilà Knave (Willem Dafoe), appare nell'Aldilà The Prophet (Murray Abraham), appare nell'Aldilà
Dio (Bill Murray), appare nell'Aldilà

Phoenicia è una nazione fittizia inventata da Wes Anderson, un luogo immaginario e stilizzato che funge da sfondo per le avventure del protagonista. Il Paese è ispirato visivamente e culturalmente al Mediterraneo orientale, con tocchi balcanici, levantini e mediorientali. È qui che si svolge la maggior parte dell’azione: una miscela di intrighi familiari, attentati, fughe, combattimenti, spionaggio.

La trama ruota appunto attorno al piano orchestrato da Zsa‑Zsa Korda, il "Phoenician scheme", per mettere al sicuro la propria eredità e ingannare una rete di collezionisti e truffatori. Il piano comporta un gigantesco progetto infrastrutturale che Zsa‑Zsa sta cercando di realizzare per "salvare" (o, più precisamente, sottomettere) la nazione di Phoenicia. La dichiarazione di intenti è il capitalismo più spietato, fondato sullo sfruttamento sistematico di esseri umani ridotti in schiavitù, sulla manipolazione dei governi locali, sullo schiacciare ogni opposizione, il tutto sotto le sembianze della modernità e dello sviluppo. Ex-ingegnere, collezionista d’arte e imprenditore, Zsa-zsa tenta questo ultimo grande colpo: realizzare il faraonico progetto infrastrutturale (diga, oleodotto, musei), per il quale servono ricchi finaziamenti, progetto che dovrebbe rilanciare l’economia di Phoenicia o forse soltanto il suo ego. Zsa‑Zsa non costruisce per il bene comune: colleziona beni, persone, ricordi, ma non ci tiene a farsene qualcosa. La sua idea di eredità è materiale: una diga, un archivio, opere d’arte. Non lascia valori affettivi. La figlia Liesl, lucida e disillusa, lo osserva con distanza e sarcasmo.

Zsa‑Zsa è una figura tragica: ha speso la vita a costruire un impero, è un uomo che ha creduto nel potere del denaro e dell’ambizione, ma nel finale si trova a implorare perdono in un allegorico aldilà, dove incontra “il Profeta” (Murray Abraham), “Dio” (Bill Murray) e l'enigmatico “Knave” (Willem Dafoe), nonché le sue tre ex-mogli, e tutti quanti lo mettono di fronte ai suoi fallimenti morali. Con l’avanzare della narrazione, iniziano a emergere delle crepe, non soltanto nel suo modello di business, ma anche nella sua coscienza. Gli affari di Korda vacillano, gli investitori si ritirano, la crisi finanziaria e morale trasformerà a un certo punto Zsa-zsa da capitalista spietato a umanista riluttante. Alla fine, Zsa-zsa sceglierà di sacrificare tutto: finanzierà da solo completamente il progetto, concederà salari equi e condizioni di lavoro umane. Rimarrà in rovina finanziaria, ma sarà un uomo nuovo.

Wes Anderson ha girato principalmente in Croazia, Slovenia e Italia meridionale. Ha utilizzato architetture coloniali ottomane, colori pastello e simmetrie tipiche del suo stile per dare a Phoenicia un carattere unico, tra reale e surreale. Gli elementi culturali - religiosi, artistici e musicali - sono volutamente mescolati per creare una cultura inventata ma plausibile.

La vicenda mescola arte, truffa, memoria e -sorprendentemente- anche spiritualità.

The Phoenician Scheme di Wes Anderson è strutturato in capitoli, come spesso avviene nel suo cinema. Qui ciascun capitolo è associato a una specifica “shoebox” (scatola di cartone da scarpe, oggetto che ricorda il cinema di Peter Greenaway), che contiene un segmento del piano di Zsa‑Zsa Korda. Vale la pena ripercorrere la trama e l'ambientazione, perché il film è piuttosto spiazzante, anche nella sua ironia.

Il film inizia con un prologo movimentato, l'incidente aereo: nel 1950, Anatole “Zsa-zsa” Korda (Benicio del Toro) sopravvive a un sesto tentativo di omicidio tramite un’esplosione in volo. L’incidente è violento e visivamente potente, ma in puro stile Anderson, un po' cartoonish, fumettistico/caricaturale.
Visioni dell'aldilà/afterlife: le ricorrenti scene nell'Aldilà sono un interludio tematicamente significativo. Mentre Zsa-zsa è incosciente, fluttua in una specie di limbo, dove una corte divina lo giudica. Appariranno le tre ex-mogli e altri personaggi che impersonificano la coscienza del protagonista, e persino Dio (Bill Murray).
La convocazione della figlia: Korda convoca la figlia, una suora novizia con la quale non ha contatti da anni. Le propone di rinunciare alla sua vocazione religiosa per diventare erede e sostenerlo nella realizzazione del rischioso “Phoenician Scheme”. È introdotto il personaggio di .Bjørn, presentato come buffo entomologo norvegese e assistente/tutor.
Inizio del viaggio imprenditoriale, scoperte e rivelazioni drammatiche: i tre iniziano un tour complicato per raccogliere fondi per il progetto. Entrano in scena gli investitori, con i quali ci saranno confronti memorabili. Leland (Tom Hanks), Reagan (Bryan Cranston) e Prince Farouk (Riz Ahmed) sono introdotti. Con loro Zsa-zsa affronta una partita a basketball per convincerli a investire, in una bella scena sarcastica e di humour surreale. Più tardi, è introdotto un altro investitore, Marseille Bob (Mathieu Amalric): nel nightclub di Marseille Bob, durante la negoziazione, irrompe Sergio (Richard Ayoade), il capo della milizia denominata Intercontinental Radical Freedom Militia Corps, una fazione rivoluzionaria, (Anderson spesso nei suoi film critica la retorica rivoluzionaria e ridicolizza, usando il grottesco, questi combattenti rivoluzionari ideologici, pieni di contraddizioni e inconcludenti). Sergio e la sua unità assaltano il locale, costringendo Zsa-zsa a intervenire per salvare Bob, fino a prendersi un proiettile sparato dai miliziani, che non era destinato a lui. Un gesto altruista che non ci aspetteremmo da un uomo egoista e da un manipolatore capitalista, quale Zsa-zsa si è mostrato finora. La scena si conclude in maniera sarcastica: una recensione che il leader rivoluzionario legge sul telefonino lo definisce “un combattente per la libertà (o terrorista), che sembra non credere in Dio", nonostante qualcuno del suo gruppo sia colto, con suo imbarazzo, mentre sta pregando. Il sea-captain Marty (Jeffrey Wright) negozia sotto minaccia di una granata. Si rintraccia Cousin Hilda (Scarlett Johansson), che accetta l’impegno matrimoniale con Korda, ma non contribuisce finanziariamente.
In un altro interludio nell'Aldilà, Korda incontra la madre di Liesl, la sua prima moglie, che gli rivela che in realtà non è lui il padre della ragazza. La madre di Liesl ebbe una relazione con il fratellastro Nubar.
Tradimenti: mentre sono in volo, l’aereo viene sabotato. Bjørn è smascherato come spia dell'agente segreto USA 'Excalibur' (Rupert Friend), che sta tentando di affossare il progetto finanziario di Zsa-zsa, anche con espedienti quali il rincaro del costo dei materiali, ma Bjørn cambia schieramento all'istante, unendosi a Liesl e Korda per amore della ragazza. Riunione finale e conflitto al Desert Oasis Palace: il consiglio degli investitori si riunisce. Lo zio Nubar ritira il suo impegno, nega la paternità di Liesl e tenta di uccidere Korda. Korda lo sconfigge usando gas tossico. Per la prima volta, in un salone riccamente decorato, viene mostrato il modellino della diga di Korda, parte centrale del cosiddetto Phoenician Scheme, il mega-progetto di business. La diga in miniatura incarna la grandezza delle ambizioni di Zsa‑Zsa: vuole lasciare un’impronta eterna. Ma il modellino, essendo in scala ridotta, suggerisce che tutto il suo piano, seppur imponente, è soltanto un’illusione di potere. È fragile, ricostruibile, e alla fine distruttibile. La diga è anche un’eredità di famiglia per Zsa‑Zsa, che tiene a custodire e tramandare il suo patrimonio, ma non ai suoi numerosi -dieci- figli maschi (Jasper, David, Philip, Michael, Jamie, Harry, Steven, Samuel, Thomas, David 2). Per Nubar, invece, il modellino è il simbolo dell’arroganza e della presunzione del fratellastro e lo vuole ridicolizzare. Wes Anderson sottolinea l’infantilismo della sete di potere: la messa in scena del modellino richiama un gioco da bambini: tutto è miniaturizzato, colorato, dettagliato in stile "toy aesthetic" vintage tipico di Anderson. Anche la lite tra i due fratellastri è caricaturale e infantile. La scena, evidenziando volutamente i dettagli finti e teatrali, ridicolizza le ambizioni geopolitiche di Zsa‑Zsa, come fossero giochetti tra uomini potenti e immaturi. Dopo una lotta violenta, Uncle Nubar, ferito, tossendo per il gas velenoso, si arrampica sul modellino. È grottesco: lo vediamo come un gigante su una diga giocattolo. Tira la spoletta di una granata e dice “If I can’t have it, no one can.” Esplode, distruggendo il modellino e lasciando macerie e un ironico fumo rosa. È la fine dell’illusione di controllo: i piani umani, per quanto grandiosi, sono sempre vulnerabili alle forze interne: famiglia, tradimenti, ego.
La redenzione: Korda decide di rinunciare a tutta la sua ricchezza, paga i lavoratori, abbandona la pratica della schiavitù e investe personalmente nel completamento del progetto. Si converte al cattolicesimo! Liesl accetta finalmente il legame emozionale e decide di sostenere il padre, ma poi vuole tornare alla vita religiosa. La madre superiora la estromette dal convento per motivi materialistici, (vuole mettere le mani sui soldi che Korda donerà "per ingrandire il convento").
Epilogo: trattoria e nozze - Korda e Liesl aprono una piccola trattoria, dove Zsa-zsa cucina con piacere ottimi manicaretti casalinghi. La cugina Hilda annulla il matrimonio e restituisce l’anello, che Korda passa a Bjørn. Bjørn chiede a Liesl di sposarlo, lei accetta. I tre si ritrovano a giocare a carte, in un finale dolce e familiare. Sulla redenzione e sulla fede, il regista fa dire a Suor Liesl: "When I pray no one answers. I only pretend He does. Then I do whatever I think God probably would've suggested. Usually, it's obvious." ("Quando prego, nessuno risponde. Fingo di ricevere una risposta da Dio. Poi faccio quello che penso che Dio probabilmente avrebbe suggerito. Di solito, è ovvio." - traduzione mia) Anderson è profondamente interessato ai rituali umani e alle strutture emotive, elementi che possono sovrapporsi a temi spirituali; non esprime mai una qualsivoglia convinzione religiosa. In The Darjeeling Limited (2007), per esempio, i personaggi intraprendono un viaggio spirituale in India, incontrando immagini religiose e occasioni di riflessione, ma il film non promuove né rifiuta alcuna fede. Alcuni personaggi di Wes Anderson, come Zsa-zsa Korda, si confrontano con domande esistenziali o imitano comportamenti religiosi, ma il regista rimane molto astratto nella sua visione.

Per la prima volta nel suo Cinema, Anderson, collezionista e grande appassionato di arte, prende in prestito o affitta autentici capolavori della pittura, mentre per altri dipinti ne fa realizzare accurate copie false. Queste le principali opere d'arte autentiche utilizzate nel film:
Pierre-Auguste Renoir – Enfant assis en robe bleue (Portrait d’Edmond Renoir fils), 1889 Un ritratto (che fu un tempo proprietà di Greta Garbo), che viene appeso sopra il letto di Liesl.
René Magritte – The Equator, 1942 (prestito da collezione privata) Un’opera surrealista che Wes Anderson posiziona nella collezione Korda a rappresentare l'eleganza intellettuale del personaggio.
Juriaen Jacobsz – The Dog Fight, 1678 Un dipinto barocco raffigurante cani che lottano su un pezzo di carne, (prestito dall’Hamburger Kunsthalle), nel film sta a significare avidità e conflitto.
Floris Gerritsz van Schooten – Natura morta, XVII secolo, natura morta (prestito dall’Hamburger Kunsthalle), nel film è posizionata nella collezione disordinata di Korda.
Altre opere del XVII secolo e altari religiosi (prestiti dall’Hamburger Kunsthalle): ritratti d’antenati, pale d’altare, nature morte, scene mitologiche o di caccia violenta servono a costruire il personaggio del collezionista Zsa‑Zsa Korda.
Una copia del dipinto Amore di centauri (circa 1635) di Peter Paul Rubens è stata realizzata appositamente per il film. Appare nella villa di Marseille Bob, un ex-mercante d’arte diventato criminale e intermediario per traffici di opere false, creando un forte contrasto tra lo stile barocco e la nitida simmetria andersoniana. Le belle musiche che accompagnano l'avventura sono ancora una volta del compositore Alexandre Desplat.

I costumi sono della grandissima Milena Canonero.

la locandina del film
la locandina del film

Benicio del Toro è Zsa-zsa corda con la figlia Suor Liesl, l'attrice Mia Threapleton
Benicio del Toro è Zsa-zsa corda con la figlia Suor Liesl, l'attrice Mia Threapleton
figlia e padre, con il tutor e segretario Bjørn (Michael Cera) 
figlia e padre, con il tutor e segretario Bjørn (Michael Cera) 


















Scarlett Johansson è Cousin Hilda
Scarlett Johansson è Cousin Hilda










Zsa-zsa si riprende dall'ennesimo attentato. L'ambiente creato dal regista è accuratamente stilizzato
Zsa-zsa si riprende dall'ennesimo attentato. L'ambiente creato dal regista è accuratamente stilizzato









Sulla sinistra Marseille Bob (Mathieu Amalric), alfiere del cinismo e del compromesso, e sulla destra  Marty the sea-captain (Jeffrey  Wright), bussola morale, portatore di integrità e verità.
Sulla sinistra Marseille Bob (Mathieu Amalric), alfiere del cinismo e del compromesso, e sulla destra Marty the sea-captain (Jeffrey Wright), bussola morale, portatore di integrità e verità.















l'affascinante pannello con i principali personaggi di questa nuova avventura di Wes Anderson
l'affascinante pannello con i principali personaggi di questa nuova avventura di Wes Anderson


René Magritte, L'Equateur (1942)                                     il dipinto originale è stato preso in prestito dal regista per il film
René Magritte, L'Equateur (1942) il dipinto originale è stato preso in prestito dal regista per il film

















 
 
 

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