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One Battle After Another di Paul Thomas Anderson

  • Writer: Planet Claire
    Planet Claire
  • 3 days ago
  • 9 min read

Updated: 3 days ago

recensione di Clara Bruno

tempo di lettura: 9 minuti film visto su Amazon Prime

il 23 e il 25 dicembre 2025


One Battle After Another

titolo italiano: Una Battaglia Dopo L'Altra scritto e diretto da Paul Thomas Anderson (PTA) durata 2 h 41' Non avevo avuto tempo di vederlo su grande schermo in una sala cinematografica, così ho ripiegato sull'acquisto della visione su Amazon Prime. L'ho visto due volte, come sempre faccio con i film meritevoli e anche perché la complessità delle vicende narrate, i dialoghi (gergo militare e gergo underground), i molti riferimenti culturali richiedono riflessione. È un film che resta dentro.

One Battle After Another di Paul Thomas Anderson arriva in un momento della storia mondiale in cui l'antagonismo al potere costituito sembra essere un dovere quotidiano: il film parla della lotta all'autoritarismo e all'ingiustizia, una battaglia dopo l'altra, sostanzialmente contro il fascismo. La storia è liberamente ispirata al romanzo Vineland di Thomas Pynchon del 1990, ambientato in California nel 1984, nell'anno della rielezione del presidente reazionario Ronald Reagan, e racconta, con una trama complessa e fantasiosa, della repressione governativa che si accanì contro gli attivisti di sinistra e i ribelli della comunità alternativa post-hippie, superstiti dei rivoluzionari Anni Sessanta. Il film scritto e diretto da Paul Thomas Anderson nel 2025 mantiene la valenza politica e sposta l'azione ai nostri tempi: è una storia profondamente umanista di ribellione antifascista aggiornata alla contemporaneità. Non vuole avere una datazione precisa e nessun governo USA degli anni recenti è mai esplicitamente nominato. Il film può essere considerato una storia di resistenza, che intreccia il racconto del reale alla rappresentazione cinematografica.  

La sceneggiatura e i dialoghi sono straordinariamente ben fatti. Il film è un’opera sorprendente, trascinante, divertente e commovente. Coinvolge i suoi personaggi nella caotica macchina degli eventi, che sprigiona scintille per 161 minuti. Nella ideazione, il regista sceglie di fare riferimento allo stato delle cose attuale e reale e mostra la aggressiva repressione della immigrazione al confine con il Messico.

One Battle After Another si apre come un bellissimo film d’azione e da lì rallenta appena un po' nella seconda parta. Una notte, un gruppo rivoluzionario (fictional) noto come French 75 conduce un’operazione al confine tra Messico e Stati Uniti, assaltando un centro di detenzione per migranti, dove prende in ostaggio i militari posti a presidio e libera una folla di uomini, donne e bambini, che stavano dormendo per terra, imprigionati in grandi gabbie, in attesa di essere processati dal governo per il reato di immigrazione clandestina. Il gruppo rivoluzionario è guidato da Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor), una presenza sicura di sé e carica di rabbia, che -proprio in quel momento- incontrerà la sua nemesi: Perfidia individua il comandante del centro di detenzione, il colonnello Steven J. Lockjaw (Sean Penn in un ruolo pazzesco) e lo umilia sessualmente, disarmandolo del suo potere e persino del controllo del proprio corpo. La combattente, annichilendo il potere del colonnello, sfida la storica eco del violento sfruttamento sessuale sulle donne schiave di origine africana agita dagli uomini bianchi al potere. L’incontro manda in cortocircuito il cervello lubrico del colonnello Lockjaw, un militare bianco furiosamente razzista ma con una profonda attrazione sessuale segreta verso le donne black, innescando in lui un’ossessione per Perfidia: una donna che lui considera inferiore in quanto African-American, ma che desidera controllare sessualmente. Da quel momento, lo scopo del comandante militare diventerà il ripristinare la sua supremazia e il controllo sessuale sulla giovane donna. Che però è incontrollabile, è una donna radicalmente libera. Il colonnello se ne infatua perdutamente, inizia a perseguitarla mentre lei continua a guidare la resistenza insieme al suo compagno Bob (Leo Di Caprio). La coppia, con il gruppo di rivoluzionari, assalta una banca per finanziare la lotta, compie attentati agli uffici governativi e al tribunale dove è stata decretata la messa al bando del diritto all'aborto; innesca, obiettivo dopo obiettivo, lotta armata contro le ingiustizie del potere. Perfidia e Bob hanno una bambina, Charlene, vanno in crisi e si separano. Tutto questo è raccontato ad alta velocità, con un ritmo pregevole.

La narrazione fa un istantaneo balzo in avanti di 16 anni: Charlene è un’adolescente liceale (la brava giovanissima attrice americana Chase Infiniti), la ragazza è stata rinominata Willa per dissimulare il nome originario che la ricollega alla sua eredità familiare rivoluzionaria. Vivono appartati nella California del Nord, sotto mentite spoglie. Bob (un perfetto Leo Di Caprio) è un padre single, che non riesce più a stare al passo con i tempi, né a impegnarsi nella lotta antagonista. Si prende cura con amore di sua figlia, che ha dovuto crescere da solo. Perfidia, la mamma della ragazzina, è fuggita molti anni prima, subito dopo la nascita della figlia. Il colonnello Lockjaw riavvia una serie di incursioni e operazioni contro i membri dei French 75, allo scopo di dare la caccia alla figlia di Perfidia, fino a piombare con i suoi uomini al ballo scolastico, costringendo la combattente Deandra (Regina Hall), a entrare in azione per proteggere la ragazzina e farla fuggire, trovando riparo dalle Sisters of the Brave Beaver, un convento di monache attiviste e addestrate, che coltivano cannabis e praticano arti marziali. Questa comunità è una fantasia narrativa, ma in California c'è un vero convento di “weed-growing nuns” (suore che coltivano cannabis) chiamato Sisters of the Valley. Mentre Deandra cerca di portare Willa in salvo, Bob con l’aiuto del maestro di karaté Sergio St. Carlos (Benicio del Toro) deve fuggire per evitare le truppe di Lockjaw. Ma non riesce a ricordare le password necessarie per comunicare con i membri della resistenza e scoprire il punto di incontro dove ritrovare sua figlia. Anche i rivoluzionari diventano smemorati, se passano anni a bere alcol e a drogarsi, come ha fatto Bob per lenire il dolore della sconfitta e sopportare la solitudine e la nostalgia per la sua compagna scomparsa nel nulla quando la bambina era neonata. Paul T. Anderson tratteggia il suo protagonista, sempre senza giudizio, come un uomo infiacchito e confuso, buffo e goffo. In una scena, Bob (perfetto nella parte, Leo Di Caprio), poco prima di dover scendere in campo all'improvviso per salvarsi la vita, sta rivedendo in tv La battaglia di Algeri, il grande film del regista italiano Gillo Pontecorvo, drammatico film di guerra del 1966 che racconta la lotta armata contro la colonizzazione francese. In un'altra scena, Bob va a colloquio con l'insegnante di Storia di sua figlia liceale e cita le colpe morali dei Padri Fondatori degli Stati Uniti, nominando i presidenti che erano "slave owners" (proprietari di schiavi).

One Battle After Another mantiene un’energia nervosa e inquietante che conferisce al film uno slancio incredibile. Anderson collabora con il superlativo direttore della fotografia Michael Bauman, che svolge un lavoro geniale, usando il movimento per amplificare la tensione. Bauman e Anderson compongono alcuni scatti di una bellezza mozzafiato, ma per lo più cercano di stare al passo con i personaggi mentre si spostano dentro e fuori da luoghi sicuri.

Affascinante e indimenticabile la scena dell'inseguimento finale nel deserto della California meridionale, lungo una strada caratterizzata da salite e discese molto accentuate, colline ondulate e panorami ampi, un paesaggio chiamato “river of hills” per le sue forme simili a onde. Questa topografia non è uno sfondo, ma elemento attivo dell’azione: l’alternanza di creste e avvallamenti restringe la visione dei personaggi, aumenta la tensione visiva e mette alla prova le loro decisioni sulla strada. Le inquadrature larghe (wide shots) enfatizzano la vulnerabilità dei personaggi rispetto all’ambiente, mentre le inquadrature ravvicinate aumentano l’intimità e la suspense. La macchina da presa segue i veicoli creando nello spettatore una sensazione di movimento reale e instabilità, aumentando l'immedesimazione. Le ondulazioni del nastro di asfalto hanno un forte significato narrativo immediatamente evidente: rappresentano il tema centrale del film mostrando visivamente l’incessante emergere delle sfide che i personaggi affrontano. Altrettanto geniale per il tono del film è la colonna sonora di Jonny Greenwood dei Radiohead, che suona con parsimonia poche note. È una scelta efficace.

Anche la scelta delle canzoni extra-diegetiche inserite nel racconto è molto bella, ne cito alcune: Soldier Boy – The Shirelles Ready Or Not Here I Come (Can’t Hide From Love) – Jackson 5 Dirty Work – Steely Dan American Girl – Tom Petty & The Heartbreakers e molte altre. Il brano musicale più importante è The Revolution Will Not Be Televised, il poema jazz-soul di Gil Scott-Heron, scritto nel 1970 dal celebre jazzista e spoken-word performer, ispiratore del successivo movimento rap. Il brano fu un inno del Black Liberation Movement e nel film contiene le parole-chiave del gruppo di ribelli French 75: "Green Acres, Beverly Hillbillies, and Hooterville Junction will no longer be so damn relevant". Il regista si prende davvero cura dei suoi personaggi.

Leo DiCaprio offre una prova attenta, dando vita all’eroe annebbiato, che non è un leader della causa, ma che le resta fedele. Mette passione nella rivoluzione, ma sa ancorare il ruolo all’amore di un padre per sua figlia. Le sue scene con la bravissima Chase Infiniti danno al film il suo cuore emotivo. Il rapporto padre-figlia è il tema centrale nel film. Teyana Taylor, sexy, individualista e rabbiosa, e Regina Hall, compassionevole, leale e combattiva, sono eccellenti. Alana Haim, nel ruolo non protagonista della combattente "Mae West", è una attrice cara al regista PTA: è stata la sua protagonista di Licorice Pizza e PTA ha girato un documentario e molti video per la band di musica alternative/indie Haim, che Alana ha con due delle sue sorelle. La performance che spicca in maniera eccezionale su tutti questi bravissimi attori è quella di Sean Penn, il suo miglior lavoro da anni. Sean Penn sfoggia i muscoli, digrigna i denti e ringhia le sue battute; ha una gestualità e un modo di camminare al limite del caricaturale, che riesce a esprimere la sottile verità dell'orrore del suo personaggio. È un essere umano ridicolo che non desidera altro che il potere, ma il potere non gli appartiene veramente, gli sfugge continuamente. È un potere ottenuto distruggendo ciò che lo circonda e anche il mondo, la storia, la vita. Il grande attore interpreta un uomo ossessionato dall’autorità, dalla mascolinità estrema e da un ideale autoritario. Il suo passo militare rigido e marcato sottolinea la sua inadeguatezza e comicità involontaria, facendolo apparire minaccioso e tragicomico al tempo stesso. Sean Penn costruisce con il regista un personaggio dal profilo fisico memorabile e inquietante. Il suo modo di muoversi raffigura i conflitti interni che dilaniano il personaggio. Dalla sceneggiatura di Anderson emergono molti temi attuali. One Battle After Another cita anche la cancellazione, la famigerata cancel culture, strumento di controllo ideologico, che crea ortodossie morali stabilite da una élite, impone sanzioni sociali, minaccia la libertà di parola e di pensiero, impedendo il dibattito. Se consideriamo gli attacchi di questi anni a ciò che è permesso imparare a scuola, insegnare nelle università e esporre nei musei, tutto ciò appare terribilmente attuale. Altrettanto rappresentativa della realtà è l’organizzazione segreta di potenti e pericolosissimi uomini bianchi ossessionati dalla purezza razziale, (un Ku Klux Klan attualizzato), per i quali il regista PTA sceglie la denominazione intenzionalmente ridicola di The Christmas Adventurers Club, ("il club degli avventurieri del Natale"), che si salutano "Hail, Saint Nick" ("Viva Babbo Natale"), una setta di milionari dediti a progettare omicidi e complotti, all'insegna della Supremazia Bianca.

One Battle After Another comunque non è un pamphlet ideologico, PTA non ha mai voluto essere un regista moralista che manda "messaggi". Il film è costruito con il linguaggio cinematografico del film d’azione. Ma vibra e si muove in modi che il cinema raramente osa, incorporando un commento al mondo contemporaneo dentro l’intrattenimento. Anderson lasciò la scuola di cinema quando un professore disse agli studenti che avrebbero dovuto andarsene se volevano fare un film come Terminator 2. Ma Anderson pensava che il sequel del film di James Cameron fosse "un film dannatamente fantastico” e quella storia di ribellione divenne il suo personale vessillo di resistenza.

Il regista non fa un film arrabbiato o cinico, Anderson rimane molto umano e arriva persino a suggerire ottimismo e speranza nelle nuove generazioni. È una battaglia dopo l’altra. Paul Thomas Anderson ha realizzato numerosi film di grande valore artistico; di seguito una selezione della sua filmografia: Magnolia (1999) è un racconto corale che intreccia le vite di personaggi diversi, esplorando il caso, il dolore emotivo e il bisogno di redenzione. There Will Be Blood (2007) affronta il tema dell’avidità e del potere attraverso l’ascesa di un magnate del petrolio, mettendo in scena una profonda analisi di ambizione, religione, sfruttamento. Phantom Thread (2017) analizza le dinamiche di controllo, amore e dipendenza all’interno di una relazione sentimentale, ambientata nel mondo della moda. Licorice Pizza (2021) è una storia di formazione che racconta la scoperta di sé e l’innamoramento giovanile nella California degli anni Settanta, con uno sguardo nostalgico e leggero sul passaggio all’età adulta. Qui la mia recensione di Licorice Pizza.

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il rivoluzionario Bob Ferguson (bravissimo Leonardo Di Caprio) è colto all'improvviso dallo scontro per la sopravvivenza; fugge in vestaglia e la indosserà per tutto il tempo della convulsa azione
il rivoluzionario Bob Ferguson (bravissimo Leonardo Di Caprio) è colto all'improvviso dallo scontro per la sopravvivenza; fugge in vestaglia e la indosserà per tutto il tempo della convulsa azione









Chase Infiniti interpreta il ruolo della figlia adolescente di Bob Ferguson
Chase Infiniti interpreta il ruolo della figlia adolescente di Bob Ferguson



Chase Infiniti è Charlene/Willa, la figlia di Bob Ferguson
Chase Infiniti è Charlene/Willa, la figlia di Bob Ferguson





















Benicio del Toro è il maestro di arti marziali Sergio St. Carlos, il sensei della ragazza
Benicio del Toro è il maestro di arti marziali Sergio St. Carlos, il sensei della ragazza





















Sean Penn interpreta il Colonnello Lockjaw, un feroce razzista con contraddizioni e ossessioni interne
Sean Penn interpreta il Colonnello Lockjaw, un feroce razzista con contraddizioni e ossessioni interne







Sean Penn, per questo film merita il premio Oscar quale miglior attore
Sean Penn, per questo film merita il premio Oscar quale miglior attore







Sean Penn aggressivo e spietato antagonista e al tempo stesso vinto in partenza
Sean Penn aggressivo e spietato antagonista e al tempo stesso vinto in partenza













Teyana Taylor interpreta la rivoluzionaria Perfidia Beverly Hills
Teyana Taylor interpreta la rivoluzionaria Perfidia Beverly Hills

Teyana Taylor con il suo compagno Leo Di Caprio durante un'azione
Teyana Taylor con il suo compagno Leo Di Caprio durante un'azione
























Teyana Taylor con Di Caprio
Teyana Taylor con Di Caprio












Regina Hall, nel ruolo di Deandra
Regina Hall, nel ruolo di Deandra











Alana Haim, nel ruolo di una combattente del gruppo rivoluzionario French 75, qui in azione con un travestimento da "regular White working girl", nella scena dell'assalto al tribunale
Alana Haim, nel ruolo di una combattente del gruppo rivoluzionario French 75, qui in azione con un travestimento da "regular White working girl", nella scena dell'assalto al tribunale


















Alana Haim in una scena del film, l'attrice è stata la protagonista di Licorice Pizza di PTA
Alana Haim in una scena del film, l'attrice è stata la protagonista di Licorice Pizza di PTA

 
 
 

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