Avatar: Fire and Ash di James Cameron (2025)
- Planet Claire
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Updated: 1 day ago
articolo di Clara Bruno tempo di lettura: 16'
film visto al Cinema Massimo (Torino) in v.o. e in 3D il 28 dicembre 2025
Avatar: Fire and Ash (Fuoco e Cenere) scritto da James Cameron, con Amanda Silver e Rick Jaffa regia di James Cameron durata: 3 ore e 17 minuti cast (alcuni dei personaggi principali): Sam Worthington è Jake Sully
Zoe Saldaña è Neytiri
Sigourney Weaver è Kiri
Stephen Lang è il Colonel Quaritch
Oona Chaplin è Varang
Kate Winslet è Ronal Jack Champion è Spider
Il mio articolo vuol essere un "riassunto delle puntate precedenti", un racconto della terza parte appena uscita nelle sale e dire anche un po' chi è questo straordinario cineasta. Il film è nuovamente uno spettacolo superlativo. Questa volta funziona meglio la semplicità dei dialoghi. (Se conosci l'inglese, non c'è nemmeno bisogno di consultare i sottotitoli, è tutto molto comprensibile, niente paroloni e discorsoni.) Ma l'etica del regista affiora nelle parole dei suoi personaggi. Lascio a ciascuno il godere della magistrale epopea concepita con tanto affetto e devozione dal regista di Terminator (1984), Aliens (1986), The Abyss (1989), True Lies (1994), Titanic (1997), e via elencando. Il canadese James Cameron, (nato il 16 agosto 1954), oltre che geniale cineasta, è anche un appassionato esploratore del mondo sottomarino: è il primo uomo ad aver esplorato, in solitaria, nel 2012, il più profondo degli abissi conosciuti, il fondo della Fossa delle Marianne (Mariana Trench) nell'Oceano Pacifico, a bordo del batiscafo Deepsea Challenger. Da questa avventurosa esperienza nacque il suo documentario "James Cameron: Voyage to the Bottom of the Earth.” La visionaria epopea fantascientifica di Avatar di James Cameron ritorna parlando di biologia, tecnologia, colonialismo, guerra, lutto familiare, antagonismo, salvaguardia della Natura, ecologia, spiritualità, connessione, libertà, ribellione, comunità, identità, conflitto interiore, trasformazione, adattamento. Tutto sommato, Avatar è una saga familiare, come The Godfather di Francis Ford Coppola, con drammi intergenerazionali e clan in guerra tra loro. I film sono ambientati nel XXII secolo ma hanno un classico tema “cowboy contro indiani”, con i colonizzatori umani nel ruolo dei cattivi e il popolo indigeno, i Na’vi, abili nell’uso dell’arco e delle frecce, nel ruolo dei buoni. Ma alcune complessità sono introdotte in questo terzo volume, come vedremo. Ha detto James Cameron in un'intervista: “I think of Avatar more as an allegorical fantasy than a hard science fiction story, where the Na’vi are our better selves and the rapacious corporate humans are our worst selves.” (Considero Avatar più una fantasia allegorica che una storia di fantascienza 'dura', dove i Na’vi rappresentano la nostra parte migliore e gli avidi esseri umani corporativi la nostra parte peggiore. Una cosa che trovo sensazionale è che per Avatar, il talentuoso regista ha fatto da pioniere negli effetti visivi e nella tecnologia di motion capture, sviluppando un sistema in cui gli attori recitano indossando tute aderenti simili a body in lycra e un casco, con punti applicati sul viso tramite una penna per il trucco. Le telecamere fissate ai loro caschi registrano i movimenti del viso. Con il suo team di effetti speciali, Cameron inserisce tutti quei dati in un software per far sì che i muscoli dei personaggi generati al computer corrispondano ai movimenti e alle espressioni degli attori. Cameron è noto per essere in grado di fare qualsiasi lavoro sul set, persino ritoccare il makeup. È un assoluto autodidatta. A proposito dei suoi studi cinematografici ha raccontato: “Andavo alla University of Southern California e studiavo da solo. Non ero iscritto. Entravo di nascosto, andavo in biblioteca e studiavo tutto.” Disegnatore fantascientifico fin da ragazzo, abbiamo visto la grande mostra dedicata alla sua creatività come illustratore del Surreale alla Mole Antonelliana nel febbraio di quest'anno 2025, esposizione che va vista un po' come una sua autobiografia attraverso l'arte. Ne avevo scritto qui (clicca su "qui"). Cameron non era potuto venire di persona a Torino perché impegnatissimo a Los Angeles proprio per ultimare questo terzo film. Avevo incontrato Kim Butts, la sua assistente alla Avatar Alliance, che mi ha raccontato come le idee del cineasta, ricorrenti nei suoi lavori, nacquero quando Jim era bambino, e come si è sviluppata la loro traiettoria. In particolare, ero incuriosita dal perché i suoi personaggi sono blu e chiesi se ci fosse un qualche riferimento all'immaginario del pantheon induista, (alcune divinità dell'induismo hanno la pelle blu, come colore di forza spirituale e saggezza). No, non è stata quella l'ispirazione per i suoi abitanti di un altro mondo -fu la risposta: sua madre aveva sognato una donna aliena blu e, quando lui era adolescente, gli raccontò il sogno che divenne poi un disegno. Fin da bambino Jim Cameron era ossessionato dalla fantascienza, disegnava creature horror, come Dracula e alieni di altri mondi. Imparò a disegnare dalla madre, che dipingeva acquerelli e lo portava a musei d’arte e di storia naturale a disegnare per ore. Sua madre lo ha ispirato a scrivere alcuni dei personaggi femminili più forti e vividi della storia del cinema. Suo padre, invece, ha raccontato, "era un ingegnere pragmatico, che vedeva il mondo attraverso una lente di ordine cartesiano. Non ha mai compreso né accettato la mia creatività. Letteralmente confiscava i miei libri di fantascienza e li buttava nella spazzatura.” Cameron ha riversato quella parte di sé nello scrivere il personaggio del ragazzo Na’vi adolescente, Lo’ak, che lotta per essere “visto” dal padre.
Cameron ha detto che i sogni hanno ispirato Terminator e Avatar. “Ho fatto un sogno a 19 anni di una foresta bioluminescente, con creature e cose che reagivano al tatto illuminandosi, piccoli lucertoloni rotanti, ed è tutto nel film,” ha raccontato. “Ero molto emozionato quando mi svegliai. Feci uno schizzo a pastello a olio. Anche se Pandora sembra allucinogena, non era sotto l’effetto di droghe quando l’ha immaginata. La droga non fa parte della mia vita. Ho sogni incredibilmente vividi. A volte sono così intensi che mi sveglio scosso, non necessariamente da un incubo. A volte mi sveglio per la bellezza.”
Dopo che Titanic divenne il primo film della storia del Cinema a guadagnare oltre un miliardo di dollari nel primo anno di uscita, si allontanò da Hollywood per esplorare e fare immersioni in mare profondo. Tornò nel 2005, otto anni dopo. Riprese in mano la sua storia di Avatar, scritta anni prima. “L’avevo dimenticata, a dire il vero. L’ho riletta e ho pensato, ‘Cavolo, non è male.’”
Sul set, era sempre severo con chi non svolgeva il lavoro secondo i suoi standard. Le troupe iniziarono a indossare magliette con scritto: “You can’t scare me. I work for Jim Cameron.”(Non puoi spaventarmi. Lavoro per Jim Cameron.) Adesso, con l'età e l'esperienza, pare si sia di molto addolcito.
Per Cameron, il grande schermo (non il piccolo) è la sua tela e il cinema è il suo luogo preferito.
Dunque, la fantasia di James Cameron torna sul pianeta da lui immaginato per la terza parte della saga, composta in tutto da cinque film, di cui i due rimanenti sono previsti per il 21 dicembre 2029 (Avatar 4) e il 19 dicembre 2031 (Avatar 5). Il pianeta Pandora è un luogo mistico, fantasmagorico e meraviglioso. Creato dal cineasta con immenso amore e infiniti minuziosi dettagli, è un mondo ricco di flora e fauna dai colori iridescenti, è abitato dai Na’vi, altissimi umanoidi con la pelle di colore blu, dai corpi bellissimi, muscolosi, sottili e slanciati, dotati di una lunga coda e di grandi ipnotici occhi felini. In questo mondo vivono anche maestose creature animali simili a balene, i tulkun, capaci di comunicare con le altre specie e uccelli volanti dalle sembianze di draghi.
Il film Fire and Ash, terzo capitolo della saga, riprende la narrazione poco tempo dopo gli eventi di The Way of Water (2022). Al centro della storia c’è sempre la famiglia guidata da Jake Sully, ex-marine statunitense disabile su sedia a rotelle, diventato leader dei Na’vi, e dalla sua compagna Neytiri, una guerriera Na’vi. I due sono in profondo lutto per la morte del loro figlio primogenito, caduto durante una battaglia contro gli invasori umani, nel secondo film. I colonialisti umani sono violenti saccheggiatori attirati dalle risorse minerarie del pianeta; i Na’vi li chiamano “Sky People” (il Popolo del Cielo), con riferimento al loro arrivo sul pianeta -un tempo incontaminato- a bordo di gigantesche astronavi.
La famiglia Sully era stata costretta in Avatar 2 a lasciare la propria casa nella foresta e a rifugiarsi lungo la costa, all’interno di una comunità Na’vi legata all’acqua, un clan che vive in simbiosi con il mare e è dotato di appendici simili a pinne. Ora, Jake e Neytiri decidono di partire di nuovo insieme ai loro figli, che insistono perché venga con loro anche Spider, detto affettuosamente Monkey Boy, un giovane e vivace umano dai biondi dreadlock, una sorta di figlio adottivo che la famiglia ha preso sotto la sua protezione. Per partire, si uniscono a un clan volante di mercanti, The Wind Merchants, che viaggiano a bordo di meravigliosi grandi vascelli simili a velieri antichi, sormontati da vele gonfie che ricordano gigantesche ali di libellula e trainati da animali paffuti e soddisfatti, simili a enormi lamantini. Navigano tra nuvole e montagne incantevoli. Il viaggio è inizialmente pacifico, ma la situazione degenera rapidamente in guerra. Entra in scena una nuova antagonista, Varang, che appare cavalcando una creatura simile a un drago, come una Valchiria. È una figura minacciosa e carismatica: ha lo sguardo crudele, un aspetto stregonesco, un copricapo di piume -che ricorda quello di un nativo americano- e indossa un diadema rosso sangue. Guidata da un’orda furiosa, Varang porta con sé violenza e desiderio di uccidere, dando luogo a un intreccio fatto di battaglie estreme e alleanze sempre più complesse.
Nel conflitto tornano poi anche gli umani, compreso il Colonnello Miles Quaritch, al vertice del comando militare sul campo, dando vita a scontri su larga scala. Ancora una volta, il paradisiaco pianeta Pandora si trasforma in un inferno, mentre la rabbia e il dolore dei personaggi emergono con forza, anche nei momenti di maggiore bellezza visiva. Ma ripercorriamo gli avvenimenti che James Cameron ha voluto raccontarci, mentre fa riferimento a quanto cinicamente ci comportiamo nei confronti del nostro pianeta.
Avatar (2009)
Il primo film è ambientato su Pandora, una luna rigogliosa e selvaggia, dominata da foreste bioluminescenti, alberi giganteschi, montagne fluttuanti e una fauna potente e spesso minacciosa. Il pianeta appare come un organismo vivo, attraversato da un’energia spirituale che connette ogni essere. In questo scenario primordiale arriva Jake Sully, ex marine umano, paralizzato dalla vita in giù a causa di una vecchia ferita di guerra, inviato su Pandora per prendere il posto del defunto fratello gemello Tom, uno scienziato destinato al programma “Avatar” sul pianeta Pandora. Gli scienziati umani su Pandora creano corpi Na’vi artificiali ibridi di DNA umano + DNA Na’vi; ogni avatar creato è geneticamente collegato a un solo operatore umano. Jake, geneticamente identico al fratello deceduto, potrà andare a "occupare" il corpo creato per il fratello, dando così inizio alla storia.
Jake si muove inizialmente come un osservatore goffo e disciplinato, fedele agli ordini militari e incuriosito più dalla preziosa possibilità di tornare a camminare, grazie alla tecnologia, che dalla cultura che lo circonda. Viene salvato nella giungla da Neytiri, guerriera Na’vi fiera, sospettosa e impulsiva, principessa del suo clan, che lo guida attraverso un mondo pieno di insidie ma armonioso. Vivendo tra i Na’vi, Jake scopre una società fondata sull’equilibrio con la natura, sul rispetto degli antenati e sul legame con Eywa. Eywa è la divinità e forza vitale centrale del mondo di Avatar. Per il popolo Na’vi è una divinità immanente che collega ogni forma di vita sul pianeta in una rete biologica e spirituale. Eywa si manifesta attraverso la connessione fisica che i Na’vi possono stabilire con piante e animali grazie alla loro coda neurale, che permette di condividere sensazioni, ricordi e energia vitale, creando un equilibrio profondo tra tutte le creature del pianeta. Le foreste, gli oceani e persino il suolo di Pandora sono parte di questa coscienza collettiva, che conserva la memoria degli antenati e l’esperienza delle generazioni passate. Nel primo film Avatar, Eywa è soprattutto una presenza silenziosa e osservatrice. Gli umani colonizzatori distruggono l’Home Tree, l’Albero-Casa dei Na’vi del clan Omaticaya, l’enorme albero in cui vivono, e minacciano il Tree of Souls, l’Albero delle Anime, il luogo sacro in cui i Na’vi possono connettersi con Eywa, comunicare con gli spiriti degli antenati e trasferire la coscienza. Eywa, invocata, risponde: durante la battaglia finale, la fauna di Pandora si schiera spontaneamente a fianco dei Na’vi: il pianeta stesso reagisce all’aggressione. Eywa è dunque una forza di equilibrio, capace di intervenire quando l’armonia viene spezzata.
Eywa rappresenta il tema essenziale della saga: l’idea che la vita non sia separata, ma interconnessa e che ogni azione abbia conseguenze sull’intero sistema.
Ma dicevo di Jake Sully: al fianco di Neytiri, entra sempre di più nell’identità del mondo che sta scoprendo: da soldato obbediente si coinvolge emotivamente.
Quando Pandora viene violato dagli esseri umani per estrarre le risorse del pianeta e trasformato in un teatro di guerra, Jake sceglie di schierarsi con i Na’vi e li guida in una battaglia disperata ma solenne contro la tecnologia e la brutalità umana. Grazie alla risposta stessa della natura, gli invasori vengono sconfitti e Jake trasferisce definitivamente la sua coscienza nel corpo Na’vi, scegliendo una vita libera e radicata accanto a Neytiri.
Una figura centrale del primo film è Grace Augustine (Sigourney Weaver), una scienziata umana, biologa ed etnobotanica brillante, idealista e ostinata. Arriva su Pandora molti anni prima degli eventi del primo film per studiare l’ecosistema del pianeta e la cultura dei Na’vi. È la fondatrice del primo programma scolastico per i bambini Na’vi e una delle poche umane che cercano un rapporto di dialogo e rispetto con loro, entrando in conflitto con l’apparato militare e corporativo. Grace vive a stretto contatto con il clan Omaticaya e sviluppa un legame profondo con il pianeta Pandora. È razionale e sarcastica, ma anche emotivamente coinvolta e sinceramente affezionata ai Na’vi. Per lei, Pandora non è solo un oggetto di studio, ma un sistema vivente complesso che deve essere protetto. Durante l’attacco degli umani all’Albero-Casa, Grace viene gravemente ferita. Jake e Neytiri tentano di salvarla portandola all’Albero delle Anime, cercando di trasferire la sua coscienza nel corpo Avatar, ma il tentativo fallisce: Grace muore, ma prima di farlo afferma di essere riuscita a “vedere” Eywa, suggerendo una connessione profonda con la rete vitale del pianeta. Grace Augustine rappresenta la scienza guidata dall’etica, la curiosità rispettosa e il ponte tra conoscenza umana e spiritualità Na’vi. Il suo lascito non è solo accademico o narrativo, ma vivo, come vedremo nei film successivi.
Avatar: The Way of Water (2022)
Il secondo film (ne avevo scritto qui) si apre molti anni dopo, mostrando Pandora come un mondo più ampio e complesso. Alle foreste si affiancano oceani sconfinati, lagune trasparenti, colorate barriere coralline e creature marine gigantesche e intelligenti. Nel secondo film, scopriamo che dall’avatar di Grace Augustine è nata Kiri, una figlia misteriosa, concepita senza un padre conosciuto. Kiri mostra una connessione straordinaria con Eywa, più intensa di quella degli altri Na’vi, facendo pensare che Grace, in qualche forma, continui a esistere all’interno della coscienza collettiva di Pandora. In questo secondo film, Eywa assume un ruolo più intimo e doloroso. È il luogo in cui i Na’vi elaborano il lutto, comunicano con i morti e cercano conforto. La connessione con Eywa diventa uno spazio di memoria e perdita, ma anche di continuità. Non protegge sempre dalla sofferenza, ma permette di darle un senso all’interno di un ciclo di vita, morte e rinascita più grande.
Dunque, Jake è diventato un leader prudente e protettivo, segnato dall’esperienza della guerra, mentre Neytiri resta ardente, istintiva e diffidente verso tutto ciò che è umano. Jake e Neytiri sono ora una coppia matura e genitori di diversi figli: Neteyam, il primogenito: responsabile, protettivo, serio e leale, sente fortemente il peso delle aspettative e del ruolo di figlio maggiore. Lo’ak, il secondogenito, impulsivo, inquieto, ribelle e spesso insicuro, vive costantemente nel confronto con il fratello maggiore e cerca il proprio posto nel mondo. Kiri, figlia adottiva nata in modo non chiarito e misterioso dall’avatar di Grace Augustine e cresciuta da Jake e Neytiri come loro figlia. Sensibile, introspettiva e profondamente connessa a Eywa, appare diversa dagli altri e dotata di una profonda spiritualità. Tuktirey detta Tuk, la più piccola. Vivace, affettuosa e innocente, rappresenta l’infanzia e la fragilità all’interno della famiglia. Spider è un giovane umano che cresce accanto a loro, molto legato ai ragazzi, ma non è figlio di Jake e Neytiri. Spider, soprannominato affettuosamente Monkey Boy, è un ragazzo umano nato e cresciuto su Pandora e rimasto orfano. Spider cresce tra i Na’vi, nella jungla, novello Mowgli. È agile, curioso e ribelle, capace di muoversi nella foresta. Il personaggio di Spider incarna temi come l’identità, l’appartenenza e il rapporto tra civiltà e natura. È capace di adattarsi, imparare e rispettare il mondo che lo circonda. Spider -lo sappiamo dal primo film- si chiama Miles Socorro. È nato su Pandora, scopriremo gradualmente che è figlio del colonnello Miles Quaritch, l’antagonista di Jake Sully. Quaritch muore alla fine del primo film Avatar, prima di poter anche solo conoscere suo figlio. La madre di Spider si chiamava Paz Socorro. Era una scienziata, o comunque una civile legata al programma umano su Pandora, che ha avuto una relazione con Quaritch. È morta quando Spider era molto piccolo e per questo il ragazzo è cresciuto orfano, rimanendo su Pandora dopo la sconfitta degli umani. La morte della madre biologica di Spider è parte del contesto narrativo, ma non di un evento raccontato nei film. James Cameron ha scelto di non chiarire le circostanze della morte della madre umana di Spider proprio per rendere Spider un personaggio senza radici umane definite: non c’è un trauma preciso o una colpa diretta, ma un’assenza totale. Questo rafforza il tema centrale del personaggio, cioè l’essere cresciuto senza un’origine chiara, senza una vera appartenenza. L’aria di Pandora è tossica per gli umani perché contiene concentrazioni elevate di anidride carbonica e gas incompatibili con la fisiologia terrestre. Per questo motivo, gli umani presenti nel pianeta respirano grazie a una maschera respiratoria collegata a un sistema di supporto vitale, che filtra l’aria e le fornisce ossigeno.
Spider, non potendo respirare l’aria di Pandora senza una maschera, resta sempre sospeso tra due mondi: fisicamente umano, ma emotivamente legato alla sua famiglia Na’vi.
La pace viene infranta dal ritorno aggressivo degli umani, che tornano su Pandora con nuove basi e rinnovati obiettivi di colonizzazione. Tra loro riappare Quaritch, riportato in vita in un corpo Na’vi ricreato appositamenteche contiene i ricordi e la personalità del Quaritch originale. È spietato, cinico, ostinato e ossessionato dalla caccia a Jake Sully. È questo “nuovo” Quaritch a scoprire l’esistenza di Spider e a instaurare con lui un rapporto ambiguo e carico di conflitto. Spider viene catturato dagli umani e si ritrova costretto a confrontarsi con Quaritch, che cerca di manipolarlo.
Per proteggere la famiglia e sfuggire alla minaccia crescente, Jake decide di abbandonare la foresta e rifugiarsi presso il popolo del mare, i Metkayina, Na’vi adattati alla vita acquatica, con corpi affusolati, code larghe e lunghe pinne. Il paesaggio cambia radicalmente: l’orizzonte si apre sull’oceano, la luce filtra nell’acqua e il mare diventa al tempo stesso rifugio e pericolo. I figli di Jake devono imparare a nuotare, a trattenere il respiro e a convivere con una cultura diversa, mentre Neytiri fatica ad adattarsi e vive l’esilio come una ferita.
Il conflitto culmina in una lunga battaglia tra navi umane e oceano, tra fiamme e profondità marine. La famiglia affronta la perdita dolorosa del primogenito Neteyam, che la segna profondamente. Spider sceglie di tornare accanto a Jake e Neytiri, confermando la sua identità sospesa ma profondamente leale. Spider salva Quaritch alla fine di Avatar: The Way of Water non perché lo approvi o lo giustifichi, ma perché è incapace di lasciarlo morire. Quella scelta nasce da una combinazione di fattori emotivi profondi, non da una decisione razionale o strategica.
Quando Spider scopre che quell’uomo violento e ossessivo è suo padre biologico, si trova davanti a un conflitto identitario terribile. Spider, a differenza di Quaritch, rifiuta la logica della vendetta e dell’annientamento. La decisione di Spider di salvare Quaritch alla fine de La via dell’acqua non è un episodio isolato, ma un punto di svolta per l’intera saga. Salvando il padre, Spider permette alla storia di continuare lungo una linea più complessa di un semplice conflitto “Bene contro Male”. Quaritch non è più solo un antagonista esterno, ma diventa una presenza persistente, legata emotivamente a uno dei personaggi principali. Questo crea una tensione costante: ogni azione futura di Quaritch avrà un peso personale per Spider, e indirettamente anche per Jake e Neytiri. Il film si chiude con Jake e Neytiri provati dal lutto e dalla guerra, ma determinati e pronti a difendere il mare e la loro nuova casa, accettando che la lotta per Pandora non è finita.
Avatar: Fire and Ash (2025) attenzione: spoiler! non leggere prima di vedere il terzo film La storia riprende subito dopo gli eventi di Avatar:The Way of Water. Di nuovo Jake Sully e Neytiri combatteranno per proteggere Pandora e la propria famiglia dalle minacce esterne. Nel terzo film emerge un nuovo clan Na’vi, un gruppo tribale legato ai territori vulcanici di Pandora. Aggressivi e inclini alla violenza, la loro cultura si basa su fuoco e cenere anziché acqua o foresta. La loro leader Varang diventa uno dei principali antagonisti del film. Varang appare cavalcando una creatura simile a un drago, come una Valchiria. È una figura minacciosa e carismatica: ha lo sguardo crudele e beffardo, un’aspetto stregonesco, un copricapo di piume -che ricorda quello di un nativo americano- e indossa un diadema rosso sangue. Guidata da un’orda furiosa, Varang porta con sé il desiderio di uccidere, dando luogo a un intreccio fatto di battaglie estreme e alleanze sempre più complesse.
Per proteggere Spider, il ragazzo umano adottato dalla famiglia, Jake e Neytiri decidono di inviarlo con i Wind Traders, mercanti nomadi con velieri alati, in un luogo più sicuro. Ma i figli non vogliono lasciarlo e alla fine partono tutti con lui. Ma la nave viene attaccata dai Mangkwan, gli Ash People, la tribù Na’vi violenta e senza legami spirituali con Eywa, guidata da Varang. L’attacco è brutale: le navi sono date alle fiamme e molti vengono uccisi o dispersi. Neytiri viene ferita da Varang e portata al campo principale per le cure.
Il terzo film è anche il momento in cui Spider, l’unico personaggio umano cresciuto interamente su Pandora, senza aver mai vissuto sulla Terra, diventa centrale. Quando l’ossigeno di Spider sta per esaurirsi, Kiri, dotata di un legame speciale con Pandora e con Eywa, si collega spiritualmente alla Madre Terra per attivare spore di micelio che gli permettono di respirare senza maschera, fondendo elementi di Pandora dentro di lui. Tale trasformazione è profonda: Spider ottiene una sorta di “connessione biologica” che permette agli umani di respirare l’atmosfera di Pandora senza attrezzature. Gli umani colonizzatori vedono in Spider un potenziale strumento biologico capace di permettere la colonizzazione permanente di Pandora, consentendo agli invasori umani di respirare liberamente sul pianeta: lo catturano e lo trasportano alla base per analizzarlo.
Anche il personaggio di Quaritch si sviluppa nel terzo film. Il suo corpo Na’vi e la permanenza forzata su Pandora lo spingono a confrontarsi con un mondo che non può più semplicemente distruggere dall’esterno. Quaritch cercare di usare Spider come leva emotiva, ma si troverà anche, per la prima volta, a mettere in discussione se stesso. Il fatto che Spider lo abbia salvato, alla fine del secondo film, crea un debito morale che Quaritch non può ignorare. Intanto, Varang chiede a Quaritch di addestrare la sua gente all’uso delle armi umane e di una potentissima mitragliatrice, instaurando un’alleanza pericolosa tra i Mangkwan e l’ex colonnello. Anche Jake nel frattempo è catturato.
Con l’aiuto dello studioso Dr. Ian Garvin, un coraggioso biologo marino esasperato dalla strage di cetacei che il comando militare umano si appresta a compiere per ottenere libero accesso alle risorse minerarie sottomarine da depredare, Jake e Spider riescono a fuggire. Ma arriva un momento critico: Jake, tormentato dal potenziale pericolo che Spider rappresenta per Pandora -perché gli umani potrebbero sfruttare la sua biologia umana adattata alla vita sul pianeta-, considera seriamente di ucciderlo per proteggere il pianeta, quasi un biblico parallelo con la storia di Abramo e Isacco, ma desiste, non vuole sacrificarlo e Neytiri, alla fine, accetta Spider come membro della famiglia.
La battaglia infuria, le balene Tulkun intervengono come forze della Natura contro il nemico per salvare il pianeta.
Jake affronta Quaritch in un duello conclusivo, con un finale mitico.
Ronal, una donna fiera, severa, profondamente legata alle tradizioni del mare, guida spirituale del clan dei Metkayina, compagna di Tonowari, ferita e morente partorisce e muore. Il bambino neonato è accolto da Neytiri; sopravvive come simbolo di continuità, vita che nasce dalla perdita, speranza che resiste anche nel fuoco della guerra.
In una commovente scena finale, la famiglia Sully si connette al Tree of Souls e Spider esperisce una visione degli antenati Na’vi e dei defunti, inclusa Grace Augustine. Kiri presenta Spider alla sua madre spirituale, Grace, suggellando il posto del ragazzo tra i Na’vi.
La saga di Avatar, giunta alla terza parte, parla di convivenza, eredità e trasformazione, e Spider rappresenta la possibilità che mondi apparentemente inconciliabili possano coesistere, anche a costo di dolore e conflitto. Cameron comincia a suggerire che la risposta non sarà una vittoria totale di una parte sull’altra, il Bene e il Male non sono dicotomici, non esistono come opposti assoluti e separati, ma come realtà complesse e interconnesse.
Che tipo di futuro Pandora accetterà, lo vedremo nel quarto e nel quinto film dell'epopea.








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