Avatar: the Way of Water di James Cameron (2022)
- Planet Claire
- Dec 27, 2022
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Updated: Dec 29, 2025
durata: 3h12' Sono passati tredici anni dal primo capitolo della straordinaria saga ideata da James Cameron e torniamo a viaggiare nel magnifico mondo di Pandora, una luna al di fuori del sistema solare, abitata da un popolo di giganteschi, snelli e agilissimi individui con una forte connessione alla loro Madre Terra che chiamano Eywa, con la quale sono in profonda, rispettosa sintonia.
Dotati di senso dell'onore, saranno nuovamente costretti a combattere per difendersi dall'aggressione del popolo giunto dal Cielo, gli invasori umani sotto forma di aggressivi marines statunitensi, spietati e disposti a qualunque massacro efferato per ottenere i loro scopi colonialisti di depredazione delle risorse del pianeta Pandora.
Il regista esprime -anche in questo secondo volume della sua storia- grandissimo talento e geniale senso estetico e artistico.
Cameron si rivolge anche a un pubblico adolescenziale, grande fruitore della saga, e ce ne rendiamo conto nei dialoghi, piuttosto semplici e rapidi (andate pure a vederlo in lingua originale, per evitare il doppiaggio, la lettura dei sottotitoli non rappresenterà un impegno eccessivo). Le scene sono una reinterpretazione delle dinamiche di una qualsiasi famiglia unita con pargoli di varie età: il papà severo che non ascolta e non comprende le ragioni del figlio adolescente, ma lo rimprovera per il suo bene; la mamma che interviene amorevolmente a mediare; i genitori che danno tutto quello che possono per salvaguardare i figli, e poi quando non ce la fanno più, i ruoli si capovolgeranno e interverranno il ragazzo che salva il papà e la ragazza che salva la mamma. Il film inserisce ovviamente anche le dinamiche tra i gruppi di amici adolescenti, quali la scoperta dell'altro sesso e l'innamoramento, le rivalità tra giovani maschi, le sfide cattive, il bullismo, la solidarietà fraterna.
Questo remotissimo e affascinante popolo alieno blu dei Na'vi non è poi tanto dissimile, sotto questi aspetti, da una famigliola standard: noi adulti sorridiamo. Jim Cameron, padre di cinque figli, parte dalla sua esperienza personale.
Nonostante questa semplicità alla base, il film è molto bello, magico, immersivo, profondamente emozionante e commovente.
Il film insegna tante belle cose: la meditazione, il respirare in maniera consapevole, il rispetto e la comunicazione empatica con gli animali selvatici, il valore dell'unione di una comunità (la famiglia e il villaggio) per supportarsi a vicenda, l'accoglienza dello straniero, diverso e profugo, che sta fuggendo, il rispetto ecologico per l'ambiente, l'ascolto della Natura da amare in tutta la sua dialogante meraviglia, il pacifismo e l'insensatezza e l'inutilità dell'uccidere.
Si tratta di un film di guerra: le scene di combattimento hanno la predominanza.
I colpi di scena sono molto efficaci. La tensione è alta.
Molto impressionante la scena della caccia alle balene (balene aliene chiamate tutuk nella lingua dei Na'vi), Cameron (che ha raccontato di seguire una alimentazione vegan da dieci anni) spende tutta la sua notevole sensibilità e bravura di cineasta per raffigurare la insensatezza della tremenda caccia a questi splendidi giganteschi animali senzienti, uccisi dall'uomo soltanto per avidità.
C'è anche una scena che echeggia la vicenda biblica ebraica di Jona nel ventre della balena, (ripresa anche da Collodi per il suo Pinocchio).
E il ragazzino umano selvaggio adottato dal popolo Na'vi (l'attore diciottenne Jack Champion) è una sorta di riedizione del Mowgli, il ragazzo cresciuto nella jungla di Rudyard Kipling.
Kate Winslet, attrice cara al regista, interpreta il ruolo di Ronal, la sposa del capo del popolo della barriera corallina.
Sigourney Weaver ritorna in brevi flash-back.
La passione di James Cameron per le drammatiche scene di gigantesche imbarcazioni che affondano (vedi il suo memorabileTitanic, 1997) qui si ripresenta prepotentemente!
Belle le musiche, magici gli effetti speciali visivi e l'esperienza 3D conferma le necessità di vedere questo film in sala sul grande schermo. La bellezza degli scenari e della fotografia si esprime comunque benissimo anche senza l'effetto della tridimensionalità.
Questo grandioso film, curatissimo in ogni dettaglio, è stato costruito con dieci anni di ricerche e di dedizione assoluta al progetto.
Assolutamente da vedere.






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