SeeYouSound 12 - oggi una serata favolosa con Pauline Black, lead singer e fondatrice di The Selecter e la premiata regista Jane Mingay con il doc A 2-Tone Story
- Planet Claire
- Mar 6
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Updated: Apr 12
6 marzo 2026
2026 © articolo di Clara Bruno. Tutti i diritti riservati.
Questa sera all'international music film festival SeeYouSound (al cinema Massimo di Torino) ci sarà Pauline Black in persona con la regista Jane Mingay che presenteranno il documentario A 2-Tone Story in cui si racconta di Pauline, fondatrice e lead singer di The Selecter, e della sua carriera successiva come attrice, autrice, performer.
La serata non è da intendersi come una serata nostalgica o di revival, perché i contenuti portati da Pauline Black sono attualissimi.
Cliccando su questo link potete vedere bellissime fotografie di Jane Mingay che, prima che cineasta, è una premiatissima fotoreporter internazionale.
Come cineasta, Mingay è attiva nello UK Jewish Film, il cui valore primario è l'idea che il cinema sia universale. Supera le barriere culturali e le divisioni e può unire, coinvolgere ed educare un pubblico eterogeneo attraverso la narrazione di storie cinematografiche che offrono una visione stimolante della vita e della cultura ebraica e israeliana. Né Jane Mingay, né Pauline Black supportano la causa sionista e hanno sottolineato che quello che sta succedendo in Palestina è un crimine efferato.
Il doc su Pauline Black è un avvincente documentario che racconta i quarant'anni di carriera musicale dell'artista e la sua instancabile lotta per l'uguaglianza razziale, approfondendo le sue origini adottive e le sfide che dovette affrontare per via del razzismo e del sessismo.
Pauline Black oggi è grande di età, è bella, bravissima e verrà a raccontare la storia meravigliosa di quando gli immigrati caraibici di seconda generazione insieme ai giovani bianchi britannici rivoluzionarono Londra e le altre città alla fine dei Seventies con lo Ska revival movement (un revival dai Sixties), con band favolose come The Specials e Madness e con l'emblematico Two-Tone (ovviamente il Black & White). La festa continuò fino all'inizio degli Eighties, fondendo i generi traditional Jamaican ska, rocksteady, reggae music con elementi di punk rock e new wave.
Pauline Black è una persona molto interessante: conseguì una istruzione superiore, era figlia naturale di una ebrea inglese e di un principe Yoruba nigeriano, fu adottata nell'Essex da una coppia bianca. Soltanto a 42 anni Pauline rintracciò la sua madre naturale.
Fondò The Selecter a Coventry (West Midlands, UK) nel 1979 a 26 anni, e uscì subito l'album di debutto Too Much Pressure. Un paio di canzoni dal suo periodo con The Selecter: On My Radio, hit in studio per la televisione britannica (per il celebre programma Top of The Pops), in cui si può vedere la interpretazione Eighties della Ska dance
https://www.youtube.com/watch?v=074AfC9tw48&list=RD074AfC9tw48&start_radio=1La canzone dice: "It's just the same old show on my radio" (sempre la solita vecchia roba alla radio)
Three Minute Hero, un live di Pauline con la sua band nel 1980
Pauline si scelse il cognome d'arte Black per reazione alla sua famiglia adottiva che utilizzava il termine dissimulativo "coloured", invece del termine che Pauline voleva sostenere con orgoglio "black".
In anni recenti (2017) è andata in tour con The Gorillaz.
Ha scritto la sua autobiografia Black by Design (2011). Aggiornamento 8 marzo 2026: Il bellissimo film festival SeeYouSound volge al termine e il meritevole, interessantissimo documentario su Pauline Black è stato premiato: PAULINE BLACK: A 2TONE STORY di Jane Mingay
motivazione del premio per il Miglior Documentario (sezione Long Play Doc - Concorso Documentari): "Il film ci ricollega all’epoca da cui originano problematiche sociali e politiche le cui conseguenze hanno raggiunto l’apice nella contemporaneità. A fine anni Settanta, l’inizio dello strapotere di un capitalismo finanziario sregolato e svincolato da controlli pubblici produce una reazione sia politica sia musicale, da cui trarre lezione e spunti di ispirazione ancora oggi. Il film conferma che la musica è anche veicolo di consapevolezza e di contenuti politici, capaci di comunicare attraverso emozione, coinvolgimento e senso di comunità tra generazioni e culture diverse.







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