La Plus Précieuse des Marchandises di Michel Hazanavicius (2024)
- Planet Claire
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Updated: 3 days ago
durata: 1h21' regia di Michel Hazanavicius sceneggiatura di Michel Hazanavicius e Jean-Claude Grumberg, autore dell'omonimo racconto sul quale il film è basato
co-prodotto, tra gli altri, da Robert Guédiguian e dai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne
colonna sonora di Alexandre Desplat
la voce del Narratore è di Jean-Louis Trintignant, che offre un tono sommesso e carico di umanità. È stato l'ultimo lavoro fatto dal grande attore.
Il regista parigino Michel Hazanavicius è stato reso celebre dal premiatissimo The Artist (2011), bellissimo film girato in b/n e senza l'uso del sonoro, ambientato negli Anni Venti all'epoca del tramonto del Cinema muto.
La Plus Précieuse des Marchandises, presentato in concorso al Festival de Cannes, è un bellissimo e toccante film di animazione tratto dall'omonimo racconto per ragazzi di Jean‑Claude Grumberg, che ebbe il padre e i nonni assassinati a Auschwitz, e scampò miracolosamente all'abominio della Shoah. Lo stesso Hazanavicius è di origine ebrea lituana e ha una storia familiare segnata dalle persecuzioni.
Appassionato di disegno fin dall'infanzia, il regista ha creato il disegno dei personaggi. Per questo lavoro, i suoi disegni, finora tenuti privati, sono stati usati professionalmente per la prima volta. Il regista ha personalmente seguito il lavoro degli animatori nella resa visiva di ciascuna figura, per ottenere l'effetto stilistico e emotivo da lui desiderato.
Il film utilizza animazioni in 2D dallo stile limpido e semplice: il tratto è evocativo, le scenografie sono scarne nella foresta innevata, ma molto efficaci. Le scene della deportazione sono rese con pochi tratti grafici, ma il loro impatto emotivo è grande. Il film, con la sua forma essenziale, è una storia avventurosa e avvincente.
Il titolo dell’opera ribalta il gergo nazista: la «merce» designava gli ebrei destinati all’industria della morte. Ma qui la più preziosa delle merci è la vita umana, e in particolare la vita di un neonato.
Durante l'Olocausto, una coppia di maturi boscaioli polacchi, che vive in una capanna nella foresta, nelle vicinanze di Auschwitz, e che ha perso l'unico figlio, adotta un neonato ebreo che è stato gettato, presumibilmente dai genitori ebrei deportati, fuori da uno spiraglio di un treno della morte in corsa, come unico disperato gesto possibile per tentare di offrirgli una salvezza. La contadina ritrova in un campo il corpicino, semi-sepolto dalla neve, lo salva e se ne prende cura. Lo farà, con pazienza, accettare al marito, nonostante i radicati pregiudizi antisemiti di lui. Il miracolo quotidiano di povera gente, quando sceglie l’umanità contro la paura, la compassione contro l’indifferenza, muta la storia tragica in un'ode malinconica al coraggio e alla resistenza.
La colonna sonora di Alexandre Desplat contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, poetica e drammatica: un tappeto sonoro orchestrale, toccante e nostalgico, accompagna le immagini.
La plus précieuse des marchandises è anche una storia d’amore e di salvezza, che ci ricorda che nei tempi più bui, un gesto, una mano tesa, possono ancora salvare una vita.
Nelle scene finali de La plus précieuse des marchandises, il padre ebreo - l’uomo che, in un atto di disperata speranza, aveva gettato la sua neonata fuori dal treno diretto verso il campo di concentramento - è sopravvissuto all’orrore del Lager. Reduce appena scampato, lo ritroviamo mentre incontra per caso, nel campo profughi, la sua bambina ormai cresciuta: vede il drappo di stoffa con cui era stata avvolta da neonata e che ora è in mostra su un tavolo mentre la donna che è con lei vende formaggi di capra al mercato. Nel vedersi riflesso in una vetrina, il padre scorge il proprio volto deturpato, emaciato, trasformato dagli orrori che ha vissuto. Costretto a confrontarsi con questa immagine, si allontana, per paura di spaventare la piccola. Così decide di andarsene e di non rivelare la propria identità. Questa "incontro-assenza" è un riconoscimento silenzioso, mai dichiarato. È un colpo narrativo potente e triste. Suscita forte commozione nello spettatore: un padre che decide di restare nell’ombra pur riconoscendo sua figlia è una scelta amara.
Molti anni dopo la fine della guerra, il padre, con il tempo, è riuscito a ricostruirsi una vita: è diventato un celebre e stimato pediatra e ha scelto di dedicare tutta la sua vita proprio ai bambini. Il medico torna a Varsavia per un congresso. Vede per caso in un'edicola della stazione, su una rivista, la fotografia di una giovane donna che somiglia incredibilmente a sua moglie, morta nel Lager. Intuisce subito che la ragazza fotografata possa essere sua figlia, la bambina che aveva salvato gettandola dal treno. Chiede con tono casuale e gli viene raccontato che la ragazza è sul giornale perché è diventata una scout modello, simbolo di patriottismo per la gioventù polacca e di rinascita della nazione dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Questo dettaglio narrativo rafforza il tema della resilienza e della vita che, nonostante tutto, riesce a fiorire anche dopo l’orrore. La scena sottolinea il legame profondo e misterioso tra passato e presente, tra perdita e speranza, chiudendo il film con un misto di dolcezza, rimpianto e apertura al futuro. Con questa chiusura, Haznavicious non cerca la catarsi nel dramma, ma suggerisce, con la delicatezza di un gesto, che la vita, nonostante tutto, può ancora ricucire i fili spezzati, anche quando la storia ha fatto di tutto per strapparli. Nelle fotografie che corredano il mio articolo, la locandina del film e i disegni dei personaggi realizzati dal regista.




la moglie del boscaiolo sprofonda nella neve per andare a recuperare il fagotto della neonata gettata dal treno di Auschwitz





il boscaiolo si lascerà vincere dalla tenerezza per questo esserino indifeso
il treno blindato per Auschwitz tagliava la foresta diretto all'orrore più estremo
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