Tony di Matt Johnson, un intelligente ritratto giovanile di Anthony Bourdain
- Planet Claire
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2026© articolo di Clara Bruno - tutti i diritti riservati
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Tony diretto da Matt Johnson film visto il 28 agosto 2026 al cinema Centrale Art House di Torino in versione originale americana durata: 1h46’ titolo italiano: Tony - Diario di un giovane cuoco Tony di Matt Johnson racconta Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain: l’icona della gastronomia stellata, una delle figure più riconoscibili della cultura gastronomica contemporanea, lo chef televisivo, l'autore di Kitchen Confidential, memoir dal successo planetario. Il film si ferma prima che tutto questo accada e non racconta neppure la sua dolorosa morte prematura nel 2018. Racconta, con intelligenza e misura, il diciannovenne Tony, irrequieto, bugiardo, velleitario, in una sorta di coming of age molto interessante. È un film che resta, non una visione che scompare nel mucchio indifferenziato dei tanti prodotti disponibili. In particolare, la scrittura del film è caratterizzata da una eccellente qualità dei dialoghi. Il lungometraggio è nelle sale italiane dal 27 agosto 2026, anche in versione originale. Distribuito dalla newyorkese A24 e giunge in Italia grazie alla benemerita I-Wonder Pictures, che porta sui nostri schermi molti dei migliori film in circolazione. Siamo nel 1975, l’estate in cui Anthony Bourdain imparò a vivere. Il regista individua il momento preciso in cui la sua vita prese la direzione che prese. Tony è un ragazzo di una buona famiglia medio-borghese piuttosto colta, (ndr: la madre è una copy editor nel giornalismo newyorkese, il padre è un direttore della prestigiosa casa discografica Columbia Records e ha, come rivela il cognome, origini francesi dalla zona sull'Atlantico a est di Bordeaux). Vivono nel New Jersey, Anthony studia all'università, convinto di essere destinato a diventare un grande scrittore.
Il film prende spunto dalle pagine iniziali di Kitchen Confidential, (pubbicato nel 2000), dove lo stesso Bourdain descrive il proprio sé diciannovenne come un giovane viziato, infelice, narcisista, autodistruttivo e bisognoso di essere 'rimesso al suo posto'.
L'attore protagonista è Dominic Sessa: lo abbiamo visto debuttare straordinariamente nella commedia di Alexander Payne, The Holdovers (2023), dove interpreta uno studente altamente intelligente ma disperatamente solo e depresso, che viene trattenuto (held over) in collegio durante le vacanze di natale, mentre tutti gli altri vanno in vacanza con le famiglie.
Qui, nel ruolo di un giovanissimo Anthony Bourdain, esprime sentimenti simili: isolamento, ribellione, straordinaria personalità e intelletto. L'attore ci mostra il carattere ancora informe di Bourdain, l’intelligenza ombrosa, l'arroganza, la vulnerabilità e una particolare miscela di cinismo e curiosità.
Il giovane Bourdain ambisce a una borsa di studio universitaria per un corso di scrittura a New York, ma la borsa viene assegnata a un altro candidato. La delusione lo lascia senza una direzione. Insegue Nancy, la sua cotta liceale, a Provincetown sulla penisola di Cape Cod, Massachusetts, rinomato luogo di villeggiatura sulla costa Est tra Boston e New York, dove lei trascorre l'estate. L'attrice britannica Emilia Jones da al personaggio della ragazza una vivacità maggiore di quanto la sua funzione narrativa potrebbe far pensare. Tony arriva praticamente senza soldi, con un occhio nero e senza un piano. Per rimanere a Provincetown deve trovare un lavoro e finisce a lavare piatti al Flagship, piccolo ristorante di pesce sul mare. Qui, senza che lui se ne renda conto, la sua vita comincia a cambiare. Il ristorante lavora su pochi piatti, ingredienti freschi, tecnica, disciplina, ripetizione. Tony scopre un mondo. Antonio Banderas interpreta Chef, il portoghese proprietario e cuoco del Flagship. Severo, profondamente religioso, esigente e allo stesso tempo capace di una sorprendente tenerezza. Banderas, naturalmente spagnolo, costruisce con cura la figura di un capace immigrato portoghese radicato nella comunità di Provincetown. Chef non è una persona realmente esistita nella biografia di Bourdain con questa identità precisa. È una costruzione drammaturgica che fonde diverse esperienze e persone incontrate da Bourdain nel mondo delle cucine. Gli sceneggiatori hanno trasformato quelle varie esperienze in un unico maestro, una sorta di paterno mentore. E Banderas è magnifico. La sua interpretazione evita il cliché dello chef burbero. Chef può essere intimidatorio, ma possiede una filosofica calma interiore. Il suo rapporto con Tony è costruito attraverso rituali: il risveglio brusco con il secchio d'acqua, gli insegnamenti in cucina, la pesca, la disciplina del lavoro, il silenzio. Banderas riesce a trasformare questi gesti in una vera pedagogia dell’esistenza. Il suo Chef sembra dire a Tony, aspirante scrittore, una cosa semplicissima: prima di raccontare la vita bisogna averne una.
Sal, interpretato da Leo Woodall, è il versante opposto: il caos, la anarchia sfidante. Giovane collega di cucina, è carismatico, sessualmente disinvolto, cocainomane, aggressivo e immerso nella vita notturna trasgressiva. Il tipo di persona che può affascinare un ragazzo come Tony.
La costruzione drammaturgica è perfetta: Tony si trova fra due modelli di mascolinità. Chef gli insegna il valore del lavoro e dell'autocontrollo; Sal gli offre l'ebbrezza della disubbidienza e del violare le regole. Anthony finirà per prendere qualcosa da entrambi e costruire la propria identità.
Nel cast troviamo inoltre Dagmara Domińczyk e Rich Sommer nei ruoli dei genitori di Tony, Stavros Halkias come membro della brigata e Monica Raymund nel ruolo di Mary, una delle figure femminili del ristorante.
Tony è un lungometraggio molto più raffinato di quanto lasci pensare la sua apparente semplicità. La fotografia è di Michael Bauman, che lavora soprattutto con profondità di campo ridotta e una tavolozza di colori calda, volutamente reminiscente del cinema americano degli Anni Settanta, alla ricerca di una sensazione da pellicola analogica (anche se lavora con camere digitali). La scelta insistita delle lunghe focali ha una ragione: il mondo intorno a Tony tende spesso a dissolversi nella sua mente, che perde contatto con i fatti reali. Lo sfondo è talvolta quasi indistinto; il volto del protagonista rimane invece nitido e dominante. È una forma di soggettivizzazione. La frequenza dei primi piani, dei primissimi piani e delle inquadrature ravvicinate è impressionante. Il volto diventa un campo narrativo. Spesso la macchina da presa insiste sulla reazione di Tony più che sull'azione dei vari personaggi. Sono frequenti anche inquadrature che potrei definire semi-soggettive: non il vero punto di visuale del protagonista, ma una posizione molto vicina da lui tale da costringerci a condividere il suo punto di vista, in qualche modo profondo e claustrofobico. Il regista -canadese- Matt Johnson ha dichiarato nelle interviste di non voler presentare Anthony Bourdain come il personaggio pubblico affascinante e socialmente invincibile che il mondo ha conosciuto. Ha scelto un linguaggio cinematografico intimo, dominato appunto da semi-soggettive e close-ups, che catturano da vicino la vulnerabilità e la fame emotiva dei suoi occhi. Anche gli oggetti vengono isolati: il coltello, il sale, le ostriche, il cibo, gli strumenti della cucina. Racconta il protagonista, l'attore Dominic Sessa, che la macchina da presa stringe sui dettagli per trasmettere la sensazione di "trincea", di una "guerra", escludendo lo spazio circostante e concentrandosi sulle reazioni psicologiche di Tony. Matt Johnson mostra la cucina come luogo di lavoro cruento: sudore, scottature, ripetizione, fatica, errori, gerarchie, umiliazioni, apprendimento. La sequenza dell'apertura delle ostriche è rito d'iniziazione. Tony impara che la cucina è una pratica concreta, fisica, quasi militare. E, nonostante il film sia ambientato in un luogo di mare dalla bellezza spettacolare, si preferisce continuamente il volto umano al paesaggio.
Nancy, interpretata da Emilia Jones, è il motivo immediato per cui Tony arriva a Provincetown. Ma infine, nel film, la ragazza perde la funzione di oggetto amoroso: Tony capisce che non può conquistare la vita attraverso la seduzione, la menzogna o la posa intellettuale. La sceneggiatura ha il merito di non trasformare Nancy nella musa che "salva" il protagonista. È Tony che deve salvare se stesso. Scelta intelligente. Anche il montaggio evita il biopic tradizionale. Ha una struttura da romanzo di formazione (Bildungsroman, la parola che Tony all’inizio del film sbaglia e la madre gli corregge). KITCHEN CONFIDENTIAL e LE COSTRUZIONI DEL RACCONTO CINEMATOGRAFICO
Per quanto ispirato a Kitchen Confidential, il film non è una ricostruzione documentaria del romanzo diaristico. Alcuni episodi sono inventati per il Cinema: il personaggio di Chef, come ho detto, è composito. Inoltre, l'incendio del ristorante The Flagship e il clambake, l’evento “charity” della grigliata di pesce sulla spiaggia, sono ottime costruzioni cinematografiche. Il conflitto con i genitori nel film è reso più forte di quanto fosse: in realtà Bourdain in Kitchen Confidential racconta che i suoi formavano una famiglia amorevole borghese, da cui lui volle strapparsi per istinto ribelle. Ancora: Tony era perdutamente innamorato di Nancy Putkoski, la sua sweetheart del liceo, con cui infine -ma nel film non lo vediamo- lui avrebbe costruito una relazione durevole e che sarebbe diventata la sua prima moglie. La ragazza si era trasferita per un lavoro estivo alla pizzeria Spiritus Pizza di Provincetown, e Tony la seguì pur di non perderla. Nel libro non c'è nessuna borsa di studio inventata per scappare, ma solo la sconsiderata impulsività di un ragazzo che stava per farsi cacciare dalla prestigiosa università di Vassar. Si sposarono nel 1985. Nancy gli fu accanto per trent'anni. Dopo la tragica scomparsa di Bourdain nel 2018, Nancy, molto riservata e lontana dai riflettori, ruppe il silenzio soltanto per collaborare alla biografia orale ufficiale dell'autore, Bourdain: The Definitive Oral Biography, offrendo un ritratto intimo dell’uomo stanco e fragile degli ultimi anni. LA MUSICA
La musica è uno dei grandi punti di forza del film. La affermata musica supervisor Mandy Mamlet costruisce una bellissima colonna sonora che ricrea il 1975 e accompagna psicologicamente la trasformazione di Tony. Tra i tanti brani utilizzati, cito “Magic Mountain” di Eric Burdon; “Girlfriend” dei Modern Lovers, che canta con ironia l’energia dela provincia elegante; “Everything Merges with the Night” di Brian Eno, che porta una sofisticata dimensione introspettiva e quasi sospesa; “Strawberry Letter 23” dei Brothers Johnson, momento euforico; “Hollywood Swinging” dei Kool & The Gang; “Down on the Street” degli Stooges, che sottolinea la componente di aggressività punk ante litteram; “A Fifth of Beethoven” di Walter Murphy accompagna trionfalmente la scena della preparazione dell’Aragosta alla Thermidor; “Flying” dei Faces, ancora con la iconica voce graffiante e espressiva di Rod Stewart, dall'atmosfera sognante ma terrena; il classico Anni Cinquanta “Old Cape Cod” di Patti Page, che esprime una vena di nostalgia. È una selezione molto colta, non una banale playlist nostalgica anni Settanta.
La partitura originale di Jay McCarrol è costruita attorno a un tema pianistico malinconico e privo di enfasi.
IL FILM SI CHIUDE
Il film si ferma quando Bourdain è ancora giovanissimo e entra alla selettiva accademia culinaria di New York City. Fermare la storia del film quando inizia la storia dello chef è una decisione particolarmente rispettosa nei confronti di Bourdain, perché evita di trasformare retrospettivamente la sua tragica morte in una chiave interpretativa obbligatoria della sua giovinezza. È un film che evita con grande intelligenza e garbo qualsiasi approccio scandalistico. Raccontando soltanto pochi mesi della vita di Bourdain quest'opera riesce a dirci qualcosa di molto più interessante di una biografia completa.







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