Amélie et la Metaphysique des Tubes di Mailys Vallade e Liane-Cho Han (Francia, 2025)
- Planet Claire
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articolo del 15 dicembre 2025 tempo di lettura: 3 minuti
visto al Film Festival Sotto18 il 14 dicembre 2025
durata: 77'
cinema d'animazione
Il film d'animazione esce a inizio gennaio 2026 nelle sale cinematografiche a Torino e non è un film per bambini, anche se il distributore italiano lo ha intitolato "La Piccola Amélie" per attirare folle natalizie di genitori con pargoletti. In realtà, il titolo originale Amélie e la Metafisica dei Tubi evidenzia che si tratta dell'adattamento cinematografico del romanzo adulto e per adulti, in parte autobiografico, uscito nel 2000, della grande scrittrice belga francofona Amélie Nothomb.
Il film, come il romanzo, segue la bambina nei primi anni dell'infanzia. È la figlia più giovane di un diplomatico belga che vive in Giappone alla fine degli anni Sessanta. Il film svela gradualmente ciò che la piccola impara e prova: il suo modo di elaborare il mondo è affettuosamente eccentrico e travolgente.
Un film di grande bellezza visiva, con una narrazione più ponderata e sottile rispetto ai prodotti per famiglie, anche se è pieno di sentimentalismo e decisamente commovente.
L’acclamato film d’animazione di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han, due animatori francesi che ne conducono la regia, è stato presentato in anteprima come Proiezione Speciale al Festival di Cannes 2025, ottenendo un’ampia visibilità internazionale e portato in anteprima da noi al meritevole Film Festival torinese Sotto18+, che ha un grande focus sul cinema d'animazione più interessante e pregevole.
Le uscite in sala in Italia iniziano il 1° gennaio tramite Lucky Red, la casa distributrice romana responsabile della cancellazione del riferimento importantissimo a Amélie Nothomb nel titolo.
La voce narrante fuori campo di Amélie proviene da un momento successivo della sua vita mentre guarda indietro e serve a orientare i forti elementi di realismo magico della storia. Dalla nascita ai due anni, la bambina è un “dio” -così si descrive-, impermeabile al giudizio e al danno altrui, e si sente assomigliare a un “tubo” (visualizzato letteralmente) capace di assorbire e poi secernere la materia dell’universo. Con evidente preoccupazione dei genitori, appare in uno stato vegetativo, non reattiva a nessuno stimolo, tanto meno alle loro cure e al loro amore.
Ma la gentile nonna Claude arriva in visita dal Belgio, recando cioccolato bianco per il terzo compleanno di Amélie: il primo morso della bambina allo squisito dolce provoca un miracolo, consegnandola tardivamente alle capacità relazionali. La scena è da cartone Anime, con colori radiosi e linee di movimento animate in un turbinio visivo. Amélie comincia così a comportarsi come una bambina tipica della sua età, attraversando le esperienze formative dell’infanzia -e la loro verità nel mondo reale-.
Il padre aristocratico è diplomatico, entrambi i genitori sono impegnati e molto concentrati su se stessi: amorevoli ma distaccati; i due fratelli maggiori la trattano con una certa crudeltà; la principale figura affettiva che si cura della fanciulla è Nishio-San (Victoria Grobois), la domestica assunta dalla proprietaria della casa, la anziana Kashima-San, cattiva, diffidente e ingiusta.
Nishio-San introduce Amélie alle meraviglie dei fiumi tranquilli e delle valli che circondano la sicura casa di famiglia, nonché alla cultura e alla storia giapponesi.
Qui il film riflette su come la famiglia Nothomb sia implicata nell’assetto del Giappone del dopoguerra, con il trauma della bomba atomica ancora irrisolto. Osserviamo così il contesto doloroso che sta dietro alla trama in primo piano.
Amélie et la Metaphysique des Tubes offre con delicatezza alcune dure verità.
Da vedere! (con eventuali bambini più maturi della loro età)








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