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La fotografia etica di Letizia Battaglia e le frequenze del presente con Blue Groove: una bellissima mostra a CAMERA

Writer: Planet Claire
Planet Claire
Oct 18
4 min read

©2026 - articolo di Clara Bruno - tutti i diritti riservati CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia - Torino inaugurazione della mostra Letizia Battaglia. L’opera 1970-2020

17 ottobre 2026 – 7 febbraio 2027 tempo di lettura 4'

Nel cuore di Torino, in via delle Rosine 18, si erge il seicentesco complesso dell’Opera Munifica Istruzione, uno storico elegante edificio barocco nato per fini educativi e benefici. Tra le sue ampie volte e i cortili ricchi di memoria, dal 2015 ha trovato dimora CAMERA -Centro Italiano per la Fotografia. Nato su iniziativa di istituzioni pubbliche e private, CAMERA si è affermato come una delle principali istituzioni culturali del Paese dedicate allo studio, alla valorizzazione e al linguaggio delle immagini contemporanee.


È proprio in questa cornice che inaugura la grande mostra monografica retrospettiva incentrata sul lavoro straordinario di Letizia Battaglia (1935 - 2022). La mostra apre la sera del 17 ottobre 2026, offrendo un percorso denso e emozionante lungo la traiettoria umana e artistica di una delle figure più emblematiche della fotocronaca internazionale.


L’obiettivo militante di una donna libera

Nata a Palermo e approdata al fotogiornalismo negli anni Settanta per le pagine del quotidiano L’Ora, Letizia Battaglia è stata una fotoreporter guidata da un forte imperativo etico. La sua biografia professionale si intreccia con la vita civile e con un profondo credo politico libertario, femminista e radicalmente democratico. Ha militato attivamente per il riscatto sociale, la cultura e il rispetto dei diritti umani, contribuendo anche a migliorare le condizioni di vita nel centro storico della capitale siciliana.


Tra le sue immagini più memorabili e struggenti si annoverano le testimonianze degli Anni di Piombo e della feroce offensiva mafiosa in Sicilia: il ritratto di Sergio Mattarella che sostiene il corpo del fratello Piersanti appena assassinato nel 1980; le scene crude e mai voyeristiche dei delitti di mafia; il giudice Giovanni Falcone; gli scatti del Primo Ministro Giulio Andreotti in compagnia di un importante boss mafioso, che egli aveva negato di conoscere, e che furono portati in tribunale nel processo contro Andreotti per associazione mafiosa; gli sguardi intensi delle giovani donne e bambine palermitane, simboli di resilienza in una terra ferita. In mostra vediamo anche cinque storici ritratti fotografici di raffinata bellezza emotiva che Battaglia scattò a Pier Paolo Pasolini nel 1972, capaci di restituire con nitidezza lo sguardo consapevole, teso e dolente del  grande intellettuale.


Negli ultimi anni della sua carriera, Battaglia ha sviluppato il concept delle 'Rielaborazioni': un progetto artistico catartico in cui ha ripreso i propri storici e dolorosi scatti in bianco e nero sovrapponendoli a figure di donne e corpi femminili vivi e vitali. Un gesto di affrancamento estetico per liberare la propria memoria dal trauma e restituire dignità e speranza al racconto visivo. In tutta la sua carriera, la fotografa ha saputo immortalare il nudo femminile con maestria e assoluta purezza di sguardo. Attraverso la sua lente, il corpo femminile si spoglia di ogni maliziosa morbosità per farsi pura celebrazione di grazia: negli anni Settanta delle lotte femministe quel nudo incarnava la libertà e un'aperta sfida ai tabù dell'epoca, fino a trasformarsi, nella maturità delle sue ultime opere, in un poetico e viscerale inno alla bellezza e verità dell'essere.


Dialoghi contemporanei: la musica incontra la fotografia

A lato dell'esperienza espositiva, la dimensione museale di CAMERA ha ribadito la propria capacità di intercettare i linguaggi del presente, rendendo particolarmente suggestiva la serata inaugurale della mostra. In collaborazione con Club Silencio, lo spazio espositivo si è animato delle sonorità di Blue Groove, promettente collettivo tech-house della scena dance urbana, promoter di eventi musicali in Italia e nelle capitali europee. Il collettivo, nato nel 2023 dalla intuizione di tre studenti -Giovanni Bonino, Francesco Martino (aka Quavious) e Mattia Sferlazzo (aka Notorius)- organizza e ospita party in clubs, musei, spazi industriali, ville storiche, luoghi monumentali all'aria aperta, in tutta Italia e nelle capitali europee. Con una selezione musicale ricercata e magnetica curata dai DJ  Quavious e Notorius, l’evento presso Camera ha contribuito a mettere in connessione le arti visive e le nuove culture giovanili, trasformando un luogo di conservazione culturale in palcoscenico e hub di aggregazione e creatività delle nuove generazioni.


Il ritratto realizzato da Letizia Battaglia a Rosaria Costa Schifani, 22 anni, la moglie di Vito Schifani, agente di scorta che perse la vita con il giudice Giovanni Falcone nella strage mafiosa di Capaci il 23 maggio 1992. La giovane donna appare con gli occhi chiusi, il volto disteso in un'espressione di assoluto dolore e, al tempo stesso, di monumentale dignità. Questa fotografia è diventata un'icona universale della lotta alla mafia e della resistenza civile, catturando il lutto profondo e la sofferenza dell'intera nazione.
Il ritratto realizzato da Letizia Battaglia a Rosaria Costa Schifani, 22 anni, la moglie di Vito Schifani, agente di scorta che perse la vita con il giudice Giovanni Falcone nella strage mafiosa di Capaci il 23 maggio 1992. La giovane donna appare con gli occhi chiusi, il volto disteso in un'espressione di assoluto dolore e, al tempo stesso, di monumentale dignità. Questa fotografia è diventata un'icona universale della lotta alla mafia e della resistenza civile, catturando il lutto profondo e la sofferenza dell'intera nazione.

 La foto del 1982 ritrae un bambino con il volto parzialmente coperto da una calza che punta una pistola giocattolo, imitando i gesti dei killer della criminalità organizzata che insanguinavano le strade di Palermo in quegli anni.  La violenza e il clima di terrore avevano pervaso la quotidianità e l'immaginario dei più piccoli nei quartieri popolari di Palermo. Letizia Battaglia ha documentato per decenni la vita siciliana, i crimini mafiosi e la condizione socio-economica di donne e bambini, usando la cronaca fotografica come profonda denuncia sociale e impegno civile.
 La foto del 1982 ritrae un bambino con il volto parzialmente coperto da una calza che punta una pistola giocattolo, imitando i gesti dei killer della criminalità organizzata che insanguinavano le strade di Palermo in quegli anni.  La violenza e il clima di terrore avevano pervaso la quotidianità e l'immaginario dei più piccoli nei quartieri popolari di Palermo. Letizia Battaglia ha documentato per decenni la vita siciliana, i crimini mafiosi e la condizione socio-economica di donne e bambini, usando la cronaca fotografica come profonda denuncia sociale e impegno civile.


























































La fotografa Letizia Battaglia. Sullo sfondo il ritratto del 1980 che ha fatto il giro del mondo. Questo ritratto fa parte della celebre serie "Bambine". Letizia Battaglia ha spesso dichiarato di amare i ritratti di giovani donne che si affacciano all'adolescenza, un'età sospesa in cui i sogni possono infrangersi da un momento all'altro contro la dura realtà circostante. In una Palermo segnata profondamente dalla violenza mafiosa degli anni 80, il volto della bambina e quel pallone, simbolo di un gioco allora considerato maschile, divennero un potentissimo emblema di speranza, innocenza e futuro riscatto social
La fotografa Letizia Battaglia. Sullo sfondo il ritratto del 1980 che ha fatto il giro del mondo. Questo ritratto fa parte della celebre serie "Bambine". Letizia Battaglia ha spesso dichiarato di amare i ritratti di giovani donne che si affacciano all'adolescenza, un'età sospesa in cui i sogni possono infrangersi da un momento all'altro contro la dura realtà circostante. In una Palermo segnata profondamente dalla violenza mafiosa degli anni 80, il volto della bambina e quel pallone, simbolo di un gioco allora considerato maschile, divennero un potentissimo emblema di speranza, innocenza e futuro riscatto social


















Una giovane Letizia Battaglia nel 1972 a Milano  autoritratto
Una giovane Letizia Battaglia nel 1972 a Milano autoritratto
















Il logo del collettivo tech-house Blue Groove, fondato nel 2023 dalla intuizione di tre studenti torinesi, e promotore di eventi clubbing in Italia e nelle capitali europee.
Il logo del collettivo tech-house Blue Groove, fondato nel 2023 dalla intuizione di tre studenti torinesi, e promotore di eventi clubbing in Italia e nelle capitali europee.



 
 
 

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